

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo dai consiglieri del Gal Francesco Moltoni e Sergio Insogna
Tra un sindaco assente e che non sa nulla di nulla di quello che accade in città, ma appare solo nelle manifestazioni, che c’erano anche quando c’erano Marini, Gabbianelli e Meroi, e nel taglio dei nastri delle mostre ed iniziative , che costano alla collettività, degli amici degli amici; tra consiglieri ''responsabili'' di maggioranza residuale che fanno battaglie di legalità e di rispetto delle regole, sono gli stessi che sono costantemente assenti o addirittura boicottano i consigli comunali per affermare la loro coerenza e la loro validità amministrativa; tra consiglieri ''responsabili'' di maggioranza residuale, che rappresentano se stessi e poco altro, che parlano esclusivamente di equilibri politici come unica motivazione della loro presenza e del loro impegno; e non sono in grado di un solo ragionamento o proposta utile alla città ed ai cittadini; tra assessori sostituiti o defenestrati nel momento in cui stavano svolgendo con serietà e professionalità il lavoro per cui erano stati chiamati; tra delibere di giunta che hanno avvelenato la vita dei cittadini e ancora rimangono in piedi in maniera inquietante; tra riunioni e convocazioni romane per decidere le sorti amministrative di Viterbo: si vanno a prendere gli ordini a Roma?; tra il blocco strategico, per prendere tempo per fare cosa non si sa, dei lavori del consiglio comunale e delle commissioni permanenti; tra la macchietta del sindaco che per l’ennesima volta ha minacciato le sue dimissioni, sapendo bene che finché l’ ''Uomo dal Monte(citorio) dirà si, lui dovrà stare buono e zitto; tra tutto questo caos politico e amministrativo che caratterizza la ''Torre di Babele'' made in Michelini, ci si fa grandi con un sondaggio di valore effimero e opinabile, che poi viene sconfessato dalla realtà dei fatti, Marini docet.
Ancora il sindaco non si è reso conto, o non vuole rendersi conto, che 20 consiglieri su 32 gli hanno comunicato, in forme e modalità diverse, la loro sfiducia e che sino a oggi le condizioni di sfiducia non sono state né modificate né rimosse, qualcuno gli ha fatto credere sinora che i consiglieri comunali potessero essere delle pedine di cui disporre a piacimento, con gli assessori lui l’ha potuto fare, ma con noi, eletti dai cittadini, ha sbagliato soggetti e metodo.
Lui, o chi per lui, ha giocato impropriamente con la nostra dignità politica e personale e 20 di noi gli hanno presentato il conto di comportamenti istituzionali e scelte amministrative non condivisi, nei modi, nei tempi e nei contenuti.
Questi non sono statistiche o sondaggi con dati empirici, questi sono i fatti e i numeri nudi e crudi che dicono che lui ha il 37,50% dei favori dei consiglieri componenti il Consiglio Comunale, rispetto al 68,75% di partenza.
Visti questi numeri il sindaco spera di fare cosa? Fino a quando potrà fuggire dal confronto con il consiglio comunale e i consiglieri? Quale futuro può prevedere per la sua mai avviata azione di governo? come recentemente certificato dalle dichiarazioni di un suo consigliere fedele e disinteressato di maggioranza residuale.
Il sindaco rifletta sul fatto che le persone che gli vogliono bene, sul piano personale e umano, sono i molti che gli stanno dicendo di farla finita con questa esperienza e non quei pochi che, egoisticamente, lo stanno consigliando di rimanere arroccato e appollaiato su una ''poltrona'' scomoda di primo cittadino e che la maggioranza dei consiglieri comunali non gli riconoscono più.
Può ancora salvare la faccia e sperare che i cittadini si dimentichino del suo infausto governo, ma non vada oltre: ''errare humanum est, persevera autem diabolicum, et tertia non datur''.