ANNO 16 n° 272
Futuro incerto
per il Bagnaccio
Scade oggi la proroga all'associazione
che gestisce l'area, si rischia la chiusura
30/11/2015 - 00:58

di Roberto Pomi

VITERBO – Bagnaccio, futuro incerto per la gestione dell’area termale. Scade infatti oggi la proroga della convenzione all’associazione che da due anni si sta occupando della gestione. Al momento non risulta che sia arrivata alcuna ulteriore proroga, anche se secondo indiscrezioni dovrebbe essere accordata. Qualora non si materializzasse allora il sito dovrebbe essere chiuso da domani.

La vicenda appare piuttosto complicata. Nelle intenzioni di Palazzo dei Priori l’affidamento della gestione attraverso un’apposita gara per la sub-concessione delle acque termali del pozzo locale. Anche se i contenuti stessi della delibera che la dispone sono stati oggetto di contestazione da parte degli utenti del Bagnaccio che, nelle scorse settimane, hanno inviato all’attenzione del sindaco Leonardo Michelini e dell’assessore al Termalismo Antonio Delli Iaconi una lettera con cui chiedono che sia rivista la delibera.

La lettera porta in calce un centinaio di firme e al suo interno vengono etichettate come assurde le condizioni indicate dalla giunta. Viene definita come assurda l’idea di destinare il 70% della portata d’acqua concessa per l’alimentazione di vasche libere; il che porterebbe i costi relativi alla manutenzione del 100% degli impianti a gravare soltanto sul 30% delle utenze, con la conseguenza per l’eventuale aggiudicatario di dover applicare a questa esigua parte di utenza prezzi fuori mercato e in contrasto con le caratteristiche del sito che proprio il Comune riconosce di voler preservare e tutelare.

Non convince neanche l’intenzione della giunta di fissare come limite di emungimento dell’acqua in due litri al secondo. L’invito rivolto dai frequentatori è di rivedere i termini predisposti nella gara, sostenendo che mantenere la portata a 2 litri al secondo e chiedere che il 70% di questa venga utilizzato per delle pozze libere impedirebbe di fatto a chiunque di poter partecipare al bando, per l’impossibilità di garantire un’adeguata qualità dei servizi offerti e la costante e necessaria pulizia e igiene delle vasche.

Dal 2013 le terme del Bagnaccio sono gestite da un’associazione che, con il proprio intervento ha di fatto risanato e rivalorizzato l’area. La concessione biennale è scaduta i primi di agosto e poi è stata data una deroga fino a dicembre. Attraverso una tessera di 40 euro all’anno, pochi centesimi al giorno, è data la possibilità di usufruire di un’area attrezzata. Chi comunque intende fare soltanto il bagno può comunque accedere senza tesserarsi. A oggi si contano oltre 3mila iscrizioni per il 2015. La stessa associazione difficilmente deciderà di partecipare al bando se queste rimarranno le condizioni. Ma sembra difficile credere che altri imprenditori possano essere interessati. Attualmente l’associazione sta dando lavoro a sei persone, impegnate nella custodia e manutenzione dell’area.

Intanto martedì arriva in seconda commissione una delibera di giunta dove si autorizza la società Gestervit, titolare dell'Hotel Salus, al prelievo di fanghi termali dalla concessione Bagnaccio.






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