

“Le province del Lazio meritano di più”, sarà questo il leitmotiv della campagna elettorale di Umberto Fusco. Il candidato per Lega Nord – Lista Lavoro e Libertà alla Camera dei Deputati, nel Collegio Lazio 2 (Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti), sta incontrando i cittadini delle diverse città di questa macroarea.
Con loro il confronto sui problemi reali di questi territori e l’illustrazione dell’agenda politica di Fusco. Al centro una riscoperta dignità di territori per troppo tempo dimenticati, a cui sono state negate occasioni di crescita e sviluppo. Un’attenzione particolare al Viterbese, territorio conosciuto molto bene da Fusco. “La Tuscia è una terra meravigliosa, purtroppo sembra essere stata dimenticata. Decenni di politica romano centrica e una classe politica debole, come vasi di coccio in mezzo ai vasi di bronzo romani, hanno ridotto al lumicino non soltanto lo sviluppo ma proprio la dignità di questo territorio e della sua gente. Come candidato di Lega Nord – Lista Lavoro e Libertà mi propongo di essere portatore e fautore di una politica di riscatto da vecchie logiche che non hanno portato frutto e che dobbiamo portare a esaurimento. Lo stesso discorso vale per Latina, mia terra natale, Frosinone (dove ho solidi rapporti d’amicizia) e Rieti (molto vicina alle problematiche del Viterbese). Occorre che il governo centrale metta a frutto risorse per valorizzare le economie di questi territori, considerati fino a oggi periferici. Bisogna invertire questa tendenza e costruire occasioni di sviluppo per l’offerta turistica, archeologica e culturale delle province del Lazio.
Il mio impegno è al massimo e mi reputo in prima linea. In prima linea per me stesso e per tutti i cittadini. Perché la situazione depressiva che stiamo vivendo non è casuale. Fa parte di precise scelte, di logiche politiche che occorre scardinare. Il modello Nord è la nostra stella polare e vogliamo costruirlo anche al Centro. Una sfida possibile, che passa anche attraverso precise scelte dell’elettorato. Ai cittadini il potere di decidere, di cambiare o di mantenere le cose come stanno”.