ANNO 16 n° 274
Furti con esplosivo
Catturato malvivente
in fuga da domiciliari
04/01/2012 - 17:10

VITERBO – Approfittando del regime di detenzione domiciliare, era in procinto di ripartire per il suo paese d’origine. Ma il suo piano è miseramente fallito: Mirea Nicolae Renus è stato infatti scoperto e acciuffato dai carabinieri del Comando provinciale di Rieti che, per la seconda volta nell’arco di venti giorni, lo hanno tradotto nel penitenziario viterbese.

L’uomo, 28 anni romeno, era stato arrestato nel mese di dicembre a conclusione di un’articolata attività info-investigativa che aveva portato a sgominare un sodalizio criminale (con sede a Bassano Romano) dedito ai furti a danni di esercizi commerciali e, in particolare, agli sportelli bancomat tramite esplosioni con il gas acetilene.

A finire in manette nel blitz del 9 dicembre erano stati, oltre a Mirea, altri quattro romeni: Hotnog Costantini (36 anni); Bucur Ion (34); Cengher Ionel (30); Runcan Ion (27 ); e Marinescu Florin (29).

Diversi gli episodi criminosi messi a segno tra le province di Lazio e Toscana a loro riconducibili; tra questi anche due a Vetralla: il primo nella notte fra il 27 ed il 28 novembre allo sportello bancomat della banca Monte dei Paschi di Siena; il secondo (fra il 6 ed il 7 dicembre) ai danni della Sanitaria Giuliani, per un bottino di ben 150mila euro. “Fortunatamente recuperato in tempo – avevano fatto sapere gli investigatori - e restituito ai proprietari”. Fortunatamente perché i “nostri” erano già pronti a caricare il malloppo su un furgone da spedire in Romania. “Come erano soliti fare dopo ogni furto”, avevano detto i militari, sottolineando come l’indagine fosse stata “difficile e complessa”. “Tutti gli indagati – avevano spiegato - avevano nomi falsi, residenze false, utenze telefoniche intestate a persone inesistenti, cambiavano domicilio e schede telefoniche in continuazione”. Non solo: “I componenti del sodalizio agivano sempre con guanti, volto coperto da passamontagna e non utilizzavano telefoni cellulari, ma bensì radio portatili non intercettabili”.

Tre giorni dopo la traduzione nel carcere di Mammagialla, il 12 dicembre, i cinque malviventi erano stati sottoposti all’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli, che aveva convalidato gli arresti applicando la misura di custodia cautelare in carcere. Più tardi, però, a Mirea erano stati concessi i domiciliari: situazione favorevole per darsela a gambe e tornare nel suo paese d’origine. Se non fosse stato intercettato e ricatturato dagli uomini del Radiomobile di Rieti.

Sottoposto ad un nuovo interrogatorio di garanzia dallo stesso giudice, dottoressa Marinelli, che ha riconvalidato l’arresto, adesso il romeno è in attesa di giudizio.






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