

“Taglia è come capitan Schettino”, in questa frase firmata Potito Salatto c’è un segnale importante. Il Terzo Polo rischia di andare in pezzi? L’idea finiana di un partito rigenerato e rigenerante si sta rivelando soltanto un miraggio? La politica italiana nel suo spettro più ampio come sta messa? E i partiti, strumento per la costruzione e il miglioramento della democrazia, sono democratici nel loro interno? Queste e molte altre domande sono al centro della puntata di questo giovedì di Funamboli di Notte. L’appuntamento, ormai un classico di Radio Verde, è per le ore 22. Non resta quindi che sintonizzarsi sulle frequenze 103.9 – 93.1 – 95.7 – 90.8 – 93.3 oppure, per chi è davanti al computer, basta andare sulla pagina facebook di Radio Verde e schiacciare il tasto “ascolta”. Dalla crisi del Pdl, con l’uscita di quegli uomini che avrebbero poi dato vita a Fli, le cose sul panorama politico italiano non sono più le stesse. Il bipolarismo sembra essere saltato e al centro si affaccia un nuovo blocco dal destino ancora incerto. Futuro e Libertà rappresenta una novità nel panorama politico italiano. Particolari, rispetto agli ultimi decenni, anche i punti di partenza e le fondamenta di questo soggetto politico. Più un movimento che un partito. Interessato a intercettare l’opinione pubblica respirandone la stessa aria ma al tempo stesso invischiato nella tipica pesantezza dei partiti classici. Un’anima e un corpo che non coincidono perfettamente. Particolare la situazione di Viterbo. Particolari le parole dell’eurodeputato Potito Salatto che esprime un giudizio forte sull’operato di Claudio Taglia, coordinatore provinciale di Fli. In studio con i Funamboli Daniele Camilli e Roberto Pomi il responsabile giustizia di Fli Giacomo Barelli. Al telefono oltre a uno scatenato Salatto, in diretta da Bruxelles, il direttore del Futurista, Filippo Rossi. Con loro i Funamboli cercheranno di tratteggiare il volto di un partito che aspira a incarnare un nuovo modo di fare politica ma che si ritrova impietrito in una realtà che non accetta il cambiamento di vecchie logiche e modi di fare. Un viaggio all’interno di un soggetto politico specifico per mettere in evidenza i vecchi problemi del sistema partitico italiano che rischiano di rimanere come peccato originale condizionante sulla pelle di tutti quelli che in questo Paese decidono di intraprendere la via della politica.