ANNO 16 n° 274
Fugge per le campagne scalzo e in mutande dopo aver picchiato la mamma e sorella
20/06/2012 - 12:49

di Alessandra Pinna

VITERBO - Picchia mamma e sorella, fugge in mutande e senza scarpe per le campagne di Montefiascone per scampare alle forze dell’ordine e, sentendosi in un posto sicuro, si mette a prendere il sole fuori da un casale abbandonato. Una volta raggiunto dagli agenti della polizia locale e ai carabinieri ha detto loro che l'uomo che stavano inseguendo era fuggito gridando ''sono Dio, sono Dio''. 

Il rocambolesco fatto è avvenuto stamani nella cittadina falisca quando un 27enne del posto ha dato in escandescenze scagliandosi contro le due donne per futili motivi.

L’allarme è scattato intorno alle 8 del mattino quando ai carabinieri della stazione locale è arrivata la segnalazione dell’aggressione avvenuta ai danni di due persone. Allertato il comando della polizia locale, sotto la direzione del vicecomandante sono scattate le ricerche dell’uomo che è stato avvistato poco dopo nella località campestre di Poggio Rampino, a nord di Montefiascone. Alla vista dei militari e degli agenti della municipale il 27enne ha iniziato a fuggire in mezzo alla campagna per circa un’ora e mezza, concludendo la fuga in un casale abbandonato. Mentre scappava, nell’attraversare la strada, è anche finito contro un’automobile che stava transitando ma, nonostante l’urto, è riuscito comunque a proseguire fino al casale.

Qui, il 27enne, probabilmente sfinito per la folle corsa di oltre cinque chilometri, ha cercato invano di ingannare gli agenti e i militari che si erano messi sulle sue tracce, dichiarando di aver visto un uomo che si allontanava verso un’altra direzione e che strillando parole sconnesse affermava di essere Dio.

La dichiarazione fornita, palesemente falsa, non è stata presa in considerazione dagli uomini dell'Arma che hanno provveduto a portare il ragazzo in caserma per l’interrogatorio e contattare il Centro di igiene mentale. Il giovane ha infine chiesto di essere ricoverato a Belcolle, quindi per lui non è scattato il Tso (trattamento sanitario obbligatorio) che si predispone solo in caso di motivata necessità e urgenza clinica, davanti al rifiuto al trattamento del soggetto che soffre di patologie psichiatriche non gestibili.

La mamma e la sorella del 27enne sono state trasferite al pronto soccorso dell’ospedale del capoluogo per curare le contusioni riportate durante la lite.




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