ANNO 16 n° 273
Fuga di poche ore
per Luciano Porcari,
omicida e dirottarore
04/06/2015 - 00:00

BOLSENA - Protagonista negli anni Settanta di uno dei più lunghi dirottamenti aerei della storia, l'orvietano Luciano Porcari aveva fatto perdere le sue tracce (non recandosi a firmare alla questura di Terni) poco dopo essere uscito dal carcere dove aveva scontato una condanna a 26 anni per l'omicidio della convivente (episodi entrambi legati alla volontà di rivedere i figli che gli erano stati tolti).

Nel giro di poche ore polizia e carabinieri l'hanno però rintracciato e arrestato a Bolsena. Ormai settantacinquenne, Porcari era stato scarcerato alla fine del mese scorso dopo avere scontato 21 anni ed era in libertà vigilata. Era ricercato da ieri pomeriggio dopo che non si era presentato negli uffici della polizia. Poco dopo aveva anche cercato di avere notizie della figlia chiamando i carabinieri di Castel Viscardo, nell'orvietano.

La stessa località dove nel febbraio del 1994 Porcari aveva ucciso la madre della giovane e sua ormai ex convivente, Roberta Zanetti, infermiera di 27 anni, tagliandole la gola e ferendo con una fucilata la madre della giovane.

Fu lo stesso Porcari a sostenere che l'omicidio ebbe come ''elemento scatenante'' la decisione del tribunale dei minori di togliergli la figlia e di affidarla alla madre.

Nel 1977 Porcari aveva invece tenuto in ostaggio per 48 ore i passeggeri e l'equipaggio di un Boeing della compagnia spagnola Iberia tra Barcellona, Abidjan, Torino, Varsavia e Zurigo dove venne catturato. Voleva così riavere i figli che gli erano stati tolti. E fu sempre lui a parlare alla fine del 1999 di presunte ''bombe invisibili'' che a suo avviso avrebbero provocato la sciagura di un Boeing 767 della Egypt Air precipitato al largo della costa atlantica Usa.

Dopo avere scontato la condanna per l'omicidio della Zanetti, Porcari aveva preso alloggio in un albergo di Terni. Quindi l'allontanamento dalla città nonostante l'obbligo di presentarsi in questura due volte a settimana. Polizia e carabinieri lo hanno però rapidamente rintracciato a Bolsena grazie ad alcune attività tecniche. E nonostante il tentativo di sviare le indagini cercando di far credere di essere a Rimini. Quindi l'arresto per avere violato gli obblighi legati alla sorveglianza speciale.






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