

VITERBO – Decine di fucili in più rispetto al limite consentito. O almeno rispetto a quelli per cui aveva l’autorizzazione. Fucili e armi e canna lunga esposti sul bancone o appoggiati alle pareti del negozio, alla portata di chiunque.
Per questo il titolare di una nota armeria del viterbese è finito in tribunale: su di lui l’accusa di detenzione illecita di armi.
L’uomo, finito sotto la lente della polizia nel marzo del 2012, secondo l’ipotesi dell’accusa, avrebbe detenuto all’interno del proprio negozio 22 fucili oltre al limite consentito, custodendoli in maniera non adeguata. Ma non solo, secondo quanto accertato dagli uomini della questura viterbese, avrebbe attestato falsamente di aver venduto ad un cliente un numero di munizioni per la caccia al cinghiale, di gran lunga superiore a quello effettivamente ceduto.
''Quando siamo andati a fare un sopralluogo e un controllo più approfondito del locale – spiega un poliziotto – abbiamo visto armi e fucili appoggiati ovunque, tranne che nelle casseforti. Erano sul bancone, dritte contro le pareti. Chiunque avrebbe potuto prenderle. Non è così che un’armeria dovrebbe custodire oggetti talmente pericolosi. Abbiamo dovuto porre sotto sequestro gran parte delle armi e delle munizioni''.
Anche quelle presenti in riparazione. Come quella di P., cliente abituale dell’armeria: ''Quando sono andato a ritirare il mio fucile, mi è stato consegnato un certificato di polizia giudiziaria in cui si diceva che l’arma era stata posta sotto sequestro''.
Si tornerà in aula il 14 novembre.