

MAZZANO ROMANO (ROMA)- Un fucile a canne mozze rubato a Sutri nel 1997 è stato ritrovato in un arsenale della 'ndrangheta scoperto dai carabinieri a Mazzano Romano, alle porte di Roma.
Nel corso dell'operazione, i militari hanno arrestato tre uomini imparentati tra loro per aver sposato tre sorelle, ritenuti i custodi dell'arsenale. Uno di loro, che prima di trasferirsi nel Lazio aveva vissuto per anni a Gioia Tauro, in Calabria sarebbe affiliato alla 'ndrangheta. E proprio per partecipazione a organizzazione di stampo mafioso era stato già arrestato nel 2002. Attualmente era agli arresti domiciliari. Gli altri due, residenti a Roma, hanno precedenti penali per usura e truffa.
L'arsenale, oltre che dal fucile a canne mozze rubato a Sutri, era composto da una mitraglietta Uzi, di fabbricazione israeliana, con matricola abrasa, una pistola a tamburo, varie pistole automatiche, un altro fucile con matricola contraffatta, 4 kg di polvere da sparo e 480 cartucce di vario calibro. Tutte le armi, secondo quanto riferito dai carabinieri erano pronte all'uso.
Secondo gli inquirenti, come ha spiegato dal comandante della compagnia dei carabinieri di Ostia Giuseppe Canio Lagala, ritengono che il luogo dove sono state trovate le armi, 'poteva essere una base d'appoggio per un gruppo di fuoco pronto ad agire'.
A coordinare l'indagine, che prosegue per individuare eventuali altri ''covi'', è la procura della Repubblica di Tivoli.
Gli specialisti del Ris stanno effettuando perizie balistiche per verificare se le stesse armi o le munizioni sono state usate per agguati o rapine in Calabria o nella stessa Roma.
L'arsenale era nascosto in un casolare nella disponibilità dei tre uomini che avrebbero collaborato con la 'ndrangheta dietro la copertura da allevatori.