

TARQUINIA – Assolto anche in appello. La terza sezione penale della Corte d’Appello di Roma ha confermato l’assoluzione in primo grado con formula piena per il sovrintendente capo del commissariato di Tarquinia, Fernando Cosimi. Sono stati i suoi stessi legali, gli avvocati Pier Salvatore Maruccio, Francesca Maruccio e Claudia Trippanera, a dare notizia della sentenza datata 19 settembre. La prima assoluzione, invece, risale al 25 gennaio 2017.
Il sovrintendente capo esce così pulito da una vicenda che tre anni gli aveva infangato una carriera fino al quel momento brillante e senza macchia. A maggio del 2016 Cosimi finì agli arresti domiciliari per aver favorito persone indagate nell’ambito di un traffico di sostanze stupefacenti. A ‘’incastrarlo’’ due frasi che secondo l’accusa lo stesso avrebbe pronunciato e che, intercettate, furono trascritte nel verbale di polizia giudiziaria.
Dagli accertamenti avviati subito dalla difesa di Cosimi, è emerso però che nelle registrazioni quelle due frasi ‘’Te fa male l’agnello è” e ’Non te fa magna il cazzo dalle mosche’’ , attribuite al sovrintendente, non ci sono. Anche i consulenti tecnici del gup, successivamente, sono arrivati alla stessa conclusione tanto che all’esito del giudizio abbreviato Cosimi è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. La procura di Civitavecchia ha fatto appello. La terza sezione penale della Corte d’Appello di Roma, però, è arrivata alla stessa conclusione: l’assoluzione per Cosimi.
Nel frattempo, dopo la prima assoluzione, il poliziotto ha presentato querela per diffamazione nei confronti dei cinque colleghi che avevano trascritto le intercettazioni. In questo caso la Procura di Civitavecchia ha affidato la perizia ai carabinieri del Ris di Roma che hanno confermato che quelle frasi non ci sono nelle registrazioni. I cinque poliziotti a maggio scorso sono stati condannati con rito abbreviato per falso in atto pubblico.