


VITERBO – Prima donna alla guida di Palazzo dei Priori e viterbese doc, Chiara Frontini racconta il suo rapporto con la festa più sentita della città, Santa Rosa. Dai mesi di preparazione alle responsabilità del ruolo, fino alle emozioni che accompagnano ogni 3 settembre il Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Per i viterbesi Santa Rosa coincide con il 3 settembre, ma immagino che per un sindaco sia molto diverso. Quando inizia davvero Santa Rosa per Chiara Frontini e cosa cambia, da quel momento, nella sua quotidianità?
“Il lavoro prende le mosse molti mesi prima e coinvolge il Sodalizio dei Facchini della Macchina di Santa Rosa, le varie autorità cittadine che si occupano di garantire il regolare svolgimento del trasporto e la sicurezza, l'amministrazione comunale, a cui sono demandati molti aspetti organizzativi, e numerose altre figure.”
C'è ancora spazio per vivere Santa Rosa con gli occhi della cittadina, oppure da quando è sindaca ogni emozione passa inevitabilmente attraverso il senso di responsabilità verso la città?
“Da sindaca c'è da seguire la complessa macchina organizzativa che si mette in moto molti mesi prima. L'emozione è resa più intensa dal senso di responsabilità che si accompagna a questo lavoro di preparazione e che si esprime nei confronti di tutta la città.”
Dietro una serata che dura poche ore c'è un lavoro di mesi e, a volte, anche imprevisti da affrontare. Lo scorso anno ne è stato un esempio. È stato quello il momento in cui ha sentito più di ogni altro il peso di essere sindaca?
“Lo scorso anno, i noti fatti di cronaca che hanno accompagnato la sera della festa hanno reso febbrili e drammatiche le ore che hanno preceduto l’uscita della Macchina. Si è trattato di un momento di grande difficoltà che è stato possibile superare grazie ad un coraggio ed una lucidità corali che hanno dimostrato quanto la nostra comunità sia capace di fronteggiare anche situazioni difficili e imprevedibili. In quella circostanza la decisione di dare il via al Trasporto dopo aver valutato i pro e i contro legati ad un possibile annullamento della festa ha fatto davvero sentire tutto il peso. Tuttavia, l’onere e l’onore di rappresentare la città lo sento ogni giorno, il 3 settembre è solo più espanso”.
Tra meno di un anno Viterbo tornerà al voto e questa è, almeno formalmente, l'ultima Santa Rosa del suo mandato. Si è mai immaginata come vivrà il prossimo 3 settembre?
“Alla prossima Santa Rosa ci sarò con la partecipazione emotiva che mi ha accompagnato per tutta la vita di fronte a questa festa, capace di esprimere e sintetizzare i valori della nostra comunità. Se quella sera indosserò o meno la fascia tricolore spetterà deciderlo ai cittadini, che saranno presto chiamati a esprimersi sul lavoro svolto in questi anni. Partecipare da sindaca o da semplice cittadina non condiziona l'emozione che io, come ogni viterbese, provo la sera del 3 settembre.”