


VITERBO - La sindaca ''bacchetta'' Talete. Ieri in consiglio comunale ha spiegato le ragioni per cui il Comune di Viterbo ha votato contro il Poa, il piano operativo annuale 2023 della società.
''Ieri (lunedì ndr) la società Talete ha presentato all'assemblea dei soci il proprio Poa, piano operativo annuale 2023 che, contrariamente a quello che era stato l'indirizzo della Consulta d'ambito - ha detto Frontini - continua a prevedere 146 assunzioni fino al 2025 già contestate nel consulta del 21 aprile. In quella circostanza, gli stessi sindaci avevano espresso parere contrario e rinviato al mittente il piano operativo annuale, perché le assunzioni dovevano essere 44, prevalentemente tecnici e operativi, strettamente necessari alla presa in carico dei nuovi comuni che stanno entrando progressivamente per effetto del commissariamento.
La spesa relativa al personale nel triennio arriverebbe a 5 milioni e 694mila euro che corrispondono a un incremento di 4 milioni e mezzo per i costi del personale rispetto all'attuale 1 milione e 137 che Talete paga per la società interinale per 25 unità di personale''. L'assessore Angiani, che lunedì ha partecipato all'assemblea di lunedì, ha chiesto, -la revisione del Poa come era già accaduto durante la Consulta d'Ambito.
''Nel Poa, a pagina 13 del documento - ha proseguito la Frontini - si continua inoltre a parlare delle procedure che portano alla trasformazione di Talete in società mista, senza tenere in considerazione il percorso virtuoso e condiviso che è stato messo in campo da luglio dell'anno scorso. Come se il lavoro fatto da noi, nuova amministrazione di Viterbo, insieme alla presidenza dell’Ato e della Consulta, non fosse esistito''. Secondo la sindaca, Talete continua ''ad agire come se il ricorso non esistesse. Talete ignora lo sforzo fatto con l’Ato e la Consulta per affidare un incarico congiunto ad un team di esperti con l’obiettivo di fornire ai comuni un’analisi puntuale e trasparente delle finanze della società e valutare nei singoli Consigli comunali se procedere alla ricapitalizzazione oppure rivolgersi ai privati''.
La sindaca quindi ha ricordato che ''questa parte del percorso è stata impegnativa, lunga e ricca di ostacoli, ma anche condivisa. Tuttavia, nei documenti, nulla di tutto questo è stato riportato. Talete continua a fare quello che gli pare, per questo il Comune, dopo una prima richiesta revisione, di fronte al diniego ha espresso voto contrario. La società deve recepire il messaggio che arriva dalla politica e seguire la linea, non tolleriamo in nessun modo l’atteggiamento tenuto finora''.
Nel corso della seduta del consiglio comunale si è affrontata anche la questione della tariffa unica. La discussione sull'ordine del giorno proposto da Ciambella (per il Bene Comune) è stata rinviata per approfondimenti. Sono state sollevate perplessità rispetto alla proposta di legge del Comune di Frosinone allegata all'ordine del giorno che, però potrebbe portare anche al gestore unico. ''Sulla tariffa unica siamo d’accordo senza dubbio – ha detto la sindaca Frontini – ma il consiglio dà la propria adesione alla proposta di legge che di fatto non prevede solo la tariffa unica, ma anche del riordino complessivo del sistema idrico integrato e noi da dieci anni a questa parte siamo contrari all’Ato unico regionale. Anche perché, alla scadenza delle convenzioni, il gestore che detiene il 25% diventa gestore unico. Ricadiamo nella gestione che non vogliamo. Quindi, ok alla tariffa unica, ma ho fondate perplessità che potrebbe innescare un processo contro cui stiamo combattendo''.