



VITERBO – Con l'ultima proroga firmata qualche giorno fa, l'amministrazione Frontini non riesce a sbrogliare il bandolo della matassa dei rifiuti. In campagna elettorale Viterbo 2020 aveva più volte attaccato il bando rifiuti e le successive proroghe del governo Arena, proponendosi di lavorare su un nuovo regolamento che avrebbe migliorato il conferimento della spazzatura cittadina.
Così, ad oggi, non è stato, e la sindaca, Chiara Frontini, ha giustificato la 5° proroga consecutiva: “Procrastinare non fa bene, ma non si può nemmeno uscire con una procedura incompleta. Abbiamo trovato una serie di criticità, documenti non firmati che non erano un progetto di gara. Nessuno se ne era assunto la paternità. Capitolati, tabelle che non potevano essere utilizzati per andare a gara. Abbiamo affidato alla stessa società, che conosce l’impostazione generale, il compito di redigere il capitolato .”
La società che avrà il compito di scrivere il progetto tecnico è “Ambiente Italia”. L'ex sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena, è intervenuto su questa scelta: “Durante il mio mandato sono stato attaccato per la decisione di rivolgermi alla società esterna e il lavoro conseguente. Ed oggi viene fatto lo stesso. Penso che la 4° proroga per un'amministrazione sia un record. Più di 20 milioni di euro spesi senza lavorare su un bando. Io di proroga ne attuai solo una, perché lavorammo su un bando ponte dalla durata di un anno.”
Arena suggerisce diversi aspetti del tema rifiuti su cui l'amministrazione Frontini deve fare chiarezza. A partire dalle isole ecologiche stipate a Castel D'Asso che non vengono utilizzate: “Viterbo è suddivisa in tre zone per il conferimento dei rifiuti. Per la zona c, la parte rurale del territorio, avevamo acquistato delle isole ecologiche che si attivano tramite l'utilizzo di tessere magnetiche. Sono abbandonate a Castel D'Asso e non capisco perché non vengano messe in funzione. Anche l'ecocentro del Poggino è terminato ma non entra in funzione.”
Riguardo al futuro “bando rifiuti”, Arena propone l'idea delle isole di prossimità a scomparsa per il centro storico: “Nel centro la raccolta porta a porta effettivamente ha delle problematiche. I costi sono alti ed è un sistema che è entrato in difficoltà. In Italia tanti comuni lo stanno abbandonando. Si potrebbe ragionare sulle isole ecologiche stipate sotto il manto stradale. L'attuazione sarebbe difficile, ma a lungo andare abbasserebbe i costi.”
VITERBO – Con l'ultima proroga firmata qualche giorno fa, l'amministrazione Frontini non riesce a sbrogliare il bandolo della matassa dei rifiuti. In campagna elettorale Viterbo 2020 aveva più volte attaccato il bando rifiuti e le successive proroghe del governo Arena, proponendosi di lavorare su un nuovo regolamento che avrebbe migliorato il conferimento della spazzatura cittadina.
Così, ad oggi, non è stato, e la sindaca, Chiara Frontini, ha giustificato la 5° proroga consecutiva: “Procrastinare non fa bene, ma non si può nemmeno uscire con una procedura incompleta. Abbiamo trovato una serie di criticità, documenti non firmati che non erano un progetto di gara. Nessuno se ne era assunto la paternità. Capitolati, tabelle che non potevano essere utilizzati per andare a gara. Abbiamo affidato alla stessa società, che conosce l’impostazione generale, il compito di redigere il capitolato .”
La società che avrà il compito di scrivere il progetto tecnico è “Ambiente Italia”. L'ex sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena, è intervenuto su questa scelta: “Durante il mio mandato sono stato attaccato per la decisione di rivolgermi alla società esterna. Ed oggi viene fatto lo stesso. Penso che la 4° proroga per un'amministrazione sia un record. Più di 20 milioni di euro spesi senza lavorare su un bando. Io di proroga ne attuai solo una, perché lavorammo su un bando ponte dalla durata di un anno.”
Arena suggerisce diversi aspetti del tema rifiuti su cui l'amministrazione Frontini deve fare chiarezza. A partire dalle isole ecologiche stipate a Castel D'Asso che non vengono utilizzate: “Viterbo è suddivisa in tre zone per il conferimento dei rifiuti. Per la zona c, la parte rurale del territorio, avevamo acquistato delle isole ecologiche che si attivano tramite l'utilizzo di tessere magnetiche. Sono abbandonate a Castel D'Asso e non capisco perché non vengano messe in funzione. Anche l'ecocentro del Poggino è terminato ma non entra in funzione.”
Riguardo al futuro “bando rifiuti”, Arena propone l'idea delle isole di prossimità a scomparsa per il centro storico: “Nel centro la raccolta porta a porta effettivamente ha delle problematiche. I costi sono alti ed è un sistema che è entrato in difficoltà. In Italia tanti comuni lo stanno abbandonando. Si potrebbe ragionare sulle isole ecologiche stipate sotto il manto stradale. L'attuazione sarebbe difficile, ma a lungo andare abbasserebbe i costi.”