ANNO 16 n° 275
Franzoni ai domiciliari, ma non potrà andare a Cogne
27/06/2014 - 09:38

Annamaria Franzoni è arrivata alle 18.34 nella sua casa a Ripoli Santa Cristina. Era in auto con la sua amica del cuore, Elisabetta Armenti. Ha fatto in modo di evitare l'incontro dei cronisti entrando da un ingresso laterale della casa. Dietro un'auto dei Carabinieri.

 

La Franzoni è stata ammessa alla detenzione domiciliare. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, accogliendo l'istanza della difesa.

 

Il collegio (presidente Francesco Maisto) ha cosí sciolto la riserva dopo l'udienza di martedí, dove era stata discussa la perizia psichiatrica del prof. Augusto Balloni, che aveva escluso il rischio di recidiva di figlicidio per la donna. Franzoni sta scontando una condanna a 16 anni per l'omicidio del figlio Samuele, a Cogne, nel 2002. Da sei era in carcere.

 

Annamaria Franzoni non potrà tornare a Cogne. I giudici le proibiscono di mettere piede nel Comune della Val d'Aosta dove fu commesso l'omicidio del figlio. La capacità genitoriale di Annamaria Franzoni é intatta, rileva l'ordinanza. I giudici rimandano infatti a due provvedimenti del tribunale per i Minorenni, che hanno confermato la capacità di Franzoni. I documenti erano stati acquisiti anche per svolgere la perizia psichiatrica del prof. Augusto Balloni.

 

'Siamo felici'. E' il primo commento di Paola Savio, avvocato di Annamaria Franzoni, alla decisione del tribunale di Sorveglianza che le ha concesso la detenzione domiciliare. 'Sí, ho sentito Annamaria. E' felice', ha detto il legale, spiegando che Franzoni non è ancora uscita dal carcere di Bologna e che ci sono 'pratiche burocratiche da svolgere'.

 

''Sono contentissima, lo ho appena sentito al Tg. Sono tutti bravi, lei, i figli, il marito''. Così un'anziana vicina di casa di Annamaria Franzoni a Ripoli Santa Cristina, paese dell'Appennino bolognese dove abita la famiglia Lorenzi. ''Era qui anche domenica - spiega la vicina, sua dirimpettaia, che però preferisce non rivelare il proprio nome -, era qui in permesso, mi è venuta a salutare, lo fa sempre''. Per il resto il borghetto dell'Appennino pare deserto. Non è in canonica nemmeno Don Marco Baroncini, che contattato telefonicamente, ha spiegato di essere in Curia nel capoluogo e di preferire non commentare la concessione della detenzione domiciliare alla sua parrocchiana. Da casa Lorenzi attorno alle 13.30 si è affacciata una donna, probabilmente la madre di Stefano Lorenzi, che però ha preferito non parlare con i giornalisti.

 

Il contesto familiare 'coeso' di Annamaria Franzoni è uno degli elementi che hanno pesato nella decisione di farle scontare il resto della pena fuori dal carcere. Il tribunale di Sorveglianza ha infatti - a quanto si apprende da fonti qualificate - indicato proprio nella famiglia, il marito e i due figli, un elemento di sostegno nel percorso di risocializzazione della donna. Gli altri strumenti che l'aiuterebbero a camminare in questo percorso (la perizia, cui l'ordinanza rimanderebbe, fa l'esempio delle rotelline di supporto ad una bicicletta da bambini) sarebbero la psicoterapia, iniziata in carcere e che proseguirà, quindi i servizi sociali del ministero della Giustizia e i servizi sociali di San Benedetto Val di Sambro, comune dell'Appennino dove, nella frazione di Ripoli, vive la famiglia. Nell'ordinanza si sottolinea poi come il contesto familiare attuale sia diverso da quello di Cogne, caratterizzato dalla solitudine. E ci sarebbe anche un riferimento al lungo periodo di libertà vissuto da Franzoni, tra la custodia cautelare e la carcerazione quando la condanna è diventata definitiva: un periodo in cui non si sono verificati problemi.

ansa.it






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