


VITERBO - Francigena, il Comune di Viterbo è davanti a un bivio: continuare a gestire il servizio di trasporto pubblico locale in proprio o conferire il tutto ad Astral, la società regionale che si occupa di strade? In attesa di una decisione, tra i lavoratori, nonostante le rassicurazioni dell'amministrazione, cresce la preoccupazione per il futuro.
Il dilemma scaturisce dal piano di razionalizzazione del Tpl nel Lazio, che sulla carta dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio del prossimo anno. In cosa consiste? In sostanza, cambia il criterio della distribuzione delle risorse regionali (62 milioni di euro), non più sulla base della spesa storica ma in base a uno studio sulle reali esigenze di mobilità che hanno i singoli territori. Il nuovo piano individua 15 nuovi bacini, che avranno il compito di programmare il servizio. Oltre ai quattro capoluoghi di provincia (Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti). A fare da cabina di regia sarà Astral, tramite bandi di gara. Da qui la domanda: di Francigena cosa ne sarà?
Se ne è parlato ieri in un Consiglio comunale straordinario. All’ordine del giorno un documento presentato da Viterbo 2020 che chiedeva al Comune di ''non attribuire ad Astral spa le funzioni di stipula e gestione del contratto di servizio del Tpl del Comune di Viterbo, né di far uso della facoltà di concludere convenzione con la stessa Astral spa'' Conseguentemente ''di mantenere la gestione del servizio di Tpl in house attraverso la propria società partecipata Francigena, finché questa resterà una modalità consentita dalla normativa'' e di ''varare, entro e non oltre il 30 giugno 2021, un piano di rilancio aziendale che possa permettere a Francigena di essere competitiva sul nuovo mercato del tpl Regionale e partecipare così alle future gare di affidamento del servizio, con particolare riferimento all’Unità di rete Tuscia, anche individuando virtuose forme di partenariato pubblico-privato e valutando l’ingresso nel capitale sociale di partner industriali di minoranza in grado di effettuare gli investimenti necessari a qualificarne l’offerta''.
Frontini ha spiegato che ''tale conferimento non obbligatorio comporterebbe la perdita totale di potere decisionale da parte dell’amministrazione comunale circa le scelte del tpl, oltre che problematiche connesse al destino del personale attualmente impiegato, una parte del quale è stato assunto a seguito di regolare concorso pubblico presso il Comune di Viterbo come da verbale di informazione e consultazione tra l’amministrazione comunale e le rappresentanze sindacali del 23/12/2003, nel quale esplicitamente ‘viene concesso il diritto alla riammissione in servizio all’ente di provenienza […] nell’ipotesi in cui la società interessata al loro trasferimento non risulti vincitrice della gara ad evidenza pubblica bandita per l’affidamento del servizio di Tpl'''.
A quanto si è appreso dal consigliere Contardo ''la Regione al momento vista la situazione pandemica ha rallentato questo processo''. ''Non si sa – ha spiegato – se Astral riuscirà ad aggiudicare le gare per unita di rete in maniera tale di attuare per lo meno la prima parte del progetto che gli consenta di partire dal 1 gennaio del 2022 come era previsto''. Per i capoluoghi di provincia si prevede ''uno slittamento per lo meno al 2024, per cui solo dopo l’attuazione della prima fase e del nuovo modello gestionale e la verifica del funzionamento dell’organizzazione di rete, Astral entrerà in funzione nel suo ruolo di stazione appaltante per i capoluoghi di provincia''. Contardo ha assicurato che ''all’attuazione del nuovo sistema regionale del tpl non si potrà non tener conto della situazione particolare in cui si trovano i comuni di Rieti e Viterbo (che gestiscono il servizio in proprio, ndr)''. Nel frattempo ''il Comune tramite Francigena continuerà a gestire in via transitoria il servizio del tpl locale e con il via libera della Regione Lazio a breve verrà sottoscritto tra Comune e società un nuovo contratto di servizio, della durata di almeno tre anni rinnovabili''. Infatti, ''l’attuale a tempo indeterminato non rientra nelle attuali normative''. Stesso discorso per il trasporto scolastico: ''I due contratti verranno allineati alla scadenza del primo gennaio 2024 con la possibilità di proroga se a quella data non entrerà in funzione il nuovo tpl regionale per i capoluoghi''.
Date che invece secondo il consigliere Alvaro Ricci non trovano riscontro in nessun atto ufficiale della Regione. Il capogruppo del Pd ha definito ''drammatico l’atteggiamento del Comune'' che di recente ''si è assunto la responsabilità gravissima si non aver aderito alla possibilità di avere nuovi pullman messi a disposizione dalla Regione''.
Al termine della discussione l’odg di Viterbo 2020 è stato bocciato. Da registrare l’intervento del sindaco Arena prima del voto, che ha spiegato: ''Da parte dell’assessore regionale Alessandri e del dirigente competente c’è stata sempre la massima disponibilità. Probabilmente la prossima settimana saranno a Viterbo per rendersi conto in prima persona della situazione del nostro tpl. Ci sono delle situazioni che dobbiamo verificare dal punto di vista tecnico. Sarà anche compito primario del nuovo amministratore Francigena darci il supporto necessario per fare un piano industriale e capire la strada da percorrere''. Due gli obiettivi, ha detto Arena: ''Cautelare i lavoratori e dare un servizio maggiore ai cittadini''. E ha ribadito:''La Regione si è resa disponibile a valutare insieme la scelta migliore. Approfondiremo il tutto e nel giro di massimo un mese torneremo in Consiglio per votare un odg condiviso''.