

La bambina di 4 anni scampata per miracolo al massacro della famiglia, sulle Alpi francesi, ha sentito il furore della strage e le urla dei genitori, ma non ha visto nulla. Di quei terribili eventi potrebbe raccontare la sorellina più grande, 8 anni, ormai fuori pericolo dopo la seconda operazione subita alla testa. Ma la bimba, in coma farmacologico, non può dire ancora nulla dell'orrore vissuto. Resta dunque ancora fitto il mistero sulla strage della famiglia al-Hilli, partita alcuni giorni fa da una periferia residenziale di Londra per trascorrere le vacanze in un campeggio vicino al lago di Annecy.
Un luogo che conoscevano bene, per esserci stati in passato, ma dove questa volta la vacanza è finita nel sangue. Fra le diverse piste è spuntata dalla Gran Bretagna quella di una disputa familiare sullo sfondo di un'ingente eredità (un milione di sterline e diverse proprietà secondo la stampa britannica). L'ingegnere di 50 anni, Saad al-Hilli, potrebbe avere avuto un litigio per questioni di soldi con il fratello. La pista è 'interessante' per la polizia francese, ma non è privilegiata.
Stando agli elementi forniti dal procuratore di Annecy, Eric Maillaud, Zaid al-Hilli, fratello di Saad, su cui si sono concentrati i sospetti, ha smentito ogni litigio ed ogni implicazione nell'omicidio. L'uomo si è presentato spontaneamente alla polizia britannica, ieri sera, subito dopo aver appreso della strage dalla televisione. 'Non è stato interrogato e sarà ascoltato come testimone', ha detto il procuratore. Lo stesso Maillaud ha anche precisato che il capofamiglia, ucciso nella sua BMW, non era noto ai servizi segreti francesi o britannici, diversamente da quanto affermato in giornata da alcuni tabloid inglesi. Secondo il Daily Mail, sarebbe stato tenuto d'occhio a partire dal 2003, all'inizio della guerra in Iraq, il suo paese d'origine.
Quanto alle indagini, il ciclista che ha fatto la macabra scoperta ha detto agli investigatori di aver visto un 4x4 verde o di colore scuro. Un'informazione confermata da altri testimoni. Ma anche questo è solo un dato impreciso tra tanti. Sul luogo della strage i gendarmi hanno trovato 25 bossoli di una o più armi automatiche. Dalla scena del crimine più di un assassino potrebbe aver sparato senza pietà uccidendo padre, madre, nonna e un ciclista francese - un uomo di 45 anni, padre di due bambini - probabile testimone casuale del massacro. Tutto potrebbe essere stato opera di professionisti. Oggi quella scena è stata cancellata. L'auto è stata rimossa e le tracce di sangue ripulite. Due procedure giudiziarie, per omicidio e tentato omicidio, sono state avviate, una mossa che, secondo il procuratore, faciliterà anche la collaborazione con gli investigatori britannici che diventa determinante. Per gli inquirenti è evidente che il o i killer 'volevano uccidere tutti'. Ma quella che potrebbe essere il testimone 'chiave' è ancora viva.
La figlia più grande, Zaina, potrà raccontare, fare nomi, descrivere facce, ma gli inquirenti stanno aspettando 'il via libera dei medici' per poterla interrogare. Potranno 'parlare' anche le autopsie dei corpi delle vittime e le perquisizioni nella casa degli al-Hilli, a Claygate. Quanto alla piccola Zehab, solo 4 anni, ha già detto tutto quello che sapeva, che sì, era in auto con mamma e papà. La bimba, seguita in un reparto di psichiatria infantile, sarà al più presto affidata ad un familiare per rientrare in Gran Bretagna.
(Ansa.it)