

«Un voto di crisi», come lo ha definito lo stesso presidente uscente Nicolas Sarkozy, ha caratterizzato i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Un Sarkozy sconfitto, che si vede sorpassare dal candidato socialista François Hollande e vede concretizzarsi le fosche previsioni dei sondaggi sulla sua (calante) popolarità. Sondaggi che sono stati però smentiti per il resto su tutta la linea: sorprende il boom della candidata di estrema destra Marine Le Pen, che raggiunge il 18% dei consensi, un traguardo storico per il suo partito. Ora Hollande parte in vantaggio per il ballottaggio del 6 maggio, che potrebbe mettere fine a 17 anni di destra all'Eliseo ma che si annuncia apertissimo.
I dati provvisori. Con lo spoglio delle schede quasi ultimato, il ministero dell'Interno francese ha diffuso questa mattina all'alba i risultati del primo turno delle presidenziali di ieri, con Hollande in testa con il 28,63 per cento, mentre Sarkozy è al 27,08. Si restringe quindi la distanza tra i due rispetto ai risultati diffusi la scorsa notte. I risultati diffusi dal ministero dell'Interno, che non sono definitivi perchè mancano ancora i voti all'estero, confermano l'exploit di Marine Le Pen, la candidata dell'ultra destra arrivata al 18,01%, il miglior risultato storico del Fronte nazionale. Al quarto posto il candidato della sinistra Jean-Luc Mèlenchon con l'11,3% e al quinto posto il centista con Francois Bayrou con il 9,11%. Nicolas Sarkozy è il primo presidente della Quinta Repubblica a non essere in testa - al termine del mandato - nel primo turno elettorale. Sarkozy non è riuscito a realizzare la «sorpresa» che aveva annunciato, è rimasto staccato sia nei sondaggi sia nei risultati finali di un paio di punti percentuali da Hollande dopo essere stato il presidente con il più alto livello di impopolarità della storia. Nel 2007, quando vinse contro la socialista Segolene Royal, Sarkozy ottenne il 31,18% di voti al primo turno.
Dopo cinque anni tutti in salita, Sarkozy ha pagato il malessere generato dalla crisi e un atteggiamento «poco solenne» per un presidente, che lui stesso ha ammesso di aver avuto. L'antisarkozysmo ha vintoe il suo avversario, Hollande, ha due punti in più. Il suo atteggiamento pacato e «normale» ha convinto pur senza dimostrarsi travolgente. In molti erano scettici: si era passato nel giro di pochi mesi da un candidato della gauche prestigioso come Dominique Strauss-Kahn, che aveva ricoperto cariche di grande responsabilità, al modesto funzionario di partito.
Hollande. «Questa sera sono il candidato di tutte le forze che vogliono chiudere una pagina e aprirne un'altra»: lo ha detto il candidato socialista Francois Hollande nella prima dichiarazione dopo le proiezioni che lo vedono in testa. «Voglio riorientare l'Europa sul cammino della crescita e dell'occupazione». «Ora bisogna lavorare per il secondo turno e per la vittoria»: ha aggiunto Hollande, uscendo dal suo quartier generale a Parigi, dove è rimasto fino a tarda notte per redigere una «dichiarazione di intenti» in vista del ballottaggio. «I risultati per il primo turno sono stati raggiunti. Ora lavoriamo per il ballottaggio», ha proseguito Hollande, visibilmente stanco, con una voce molto roca, ma soddisfatto. «La vittoria - ha concluso - è vicina, ma non è ancora acquisita». Il candidato di punta della gauche ha lasciato la sede della sua campagna a bordo di una berlina scura, seguita da un gruppo di fotografi e cameraman in motocicletta. Al suo arrivo davanti al portone di casa, pochi minuti dopo, nel 15mo arrondissement di Parigi, Hollande ha scherzato con i giornalisti: «Forse è ora di andare a dormire», ha detto. Alla domanda su come sarà a suo avviso il secondo turno, il candidato del Ps ha risposto: «Molto combattivo».
Sarkozy. Sorridente ma con la voce molto emozionata: Nicolas Sarkozy si è presentato così davanti ai suoi sostenitori dopo i risultati. Il presidente ha detto di affrontare il secondo turno «con fiducia», proponendo subito «tre dibattiti» da organizzare in queste due settimane, per «dibattere di tutto senza ipocrisia, senza defilarsi». «Propongo tre dibattiti - ha detto - su questioni economiche e sociali, di società e su questioni internazionali». Subito però è arrivato il rifiuto di Hollande, che si è detto indisponibile a tre confronti con il presidente uscente: ne faranno solo uno. E Jean-Francois Copè, il segretario generale dell'UMP, il partito di Sarkozy, ha ammesso stasera di aver pienamente compreso il messaggio di «un voto di crisi», lanciando un appello a continuare «la battaglia» in vista del secondo turno delle presidenziali perchè «nulla è ancora perduto». Ma per Nicolas Sarkozy, ha detto, nulla è ancora perduto, «la battaglia continua in condizioni che saranno diverse». Sarkozy ha votato insieme alla moglie Carla Bruni nel seggio del 16esimo arrondissement di Parigi, allestito in una scuola, a pochi passi dall'abitazione della coppia presidenziale. E' stato l'ultimo dei dieci candidati a votare in mattinata.
Marine Le Pen. È boom al primo turno delle presidenziali francesi del Fronte nazionale di Marine Le Pen, con una stima del 19% dei suffragi: se i dati fossero confermati, l'estrema destra avrebbe conquistato ben più del 16,86% che nel 2002 valse al padre Jean Marie Le Pen il secondo turno contro Chirac ai danni del socialista Lionel Jospin. Grande festa nel quartier generale della Le Pen, molti i fischi all'annuncio del punteggio del socialista Francois Hollande, ma anche molte contestazioni per Nicolas Sarkozy.
Melenchon. «Vi invito a ritrovarvi il 6 maggio, senza chiedere niente in cambio, contro Sarkozy». È l'invito rivolto ai suoi sostenitori dal candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Melenchon, dopo i primi risultati elettorali. «Fatelo come se doveste farla vincere a me, l'elezione presidenziale», ha aggiunto, «la nostra non è una mobilitazione individuale, ma collettiva. Bisogna rovesciare la tendenza che tiene tutta l'Europa sotto al gioco dell'asse Merkel-Sarkozy», ha affermato Melenchon invitando i suoi elettori a «non smettere di mobilitarsi».
Il centrista Francois Bayrou, che ha raccolto fra l'8,5% e il 9% dei voti, non ha dato consegne di voto per il ballottaggio questa sera, ma potrebbe farlo nei prossimi giorni. «Mi rivolgerò ai due candidati al secondo turno - ha detto Bayrou ai suoi fedelissimi raccolti a Parigi - dirò loro quello che è essenziale per noi. Ascolterò le loro risposte nei prossimi giorni e assumerò le mie responsabilità. Il nostro risultato è al di sotto delle attese, ma la nostra diagnosi sullo stato reale del paese è più vera che mai. Il male francese si aggrava».
La candidata verde Eva Joly, data dai primi risultati intorno al 2% dei consensi, ha invitato i suoi sostenitori «e tutte quelle e quelli che sono attaccati ai valori della Repubblica, a fare di tutto perchè il nostro Paese esca infine dal sarkozismo raccogliendosi intorno alla candidatura di Francois Hollande, che deve ormai portare tutti i colori della sinistra e degli ecologisti»
Gli scenari. Questa situazione imprevista complica i calcoli e le trattative per il secondo turno: Sarkozy può sperare, sulla carta, su una percentuale consistente di voti del Fronte da poter conquistare, ma dovrà orientare a destra la sua campagna. Al tempo stesso, il risultato deludente di Melenchon spingerà molti centristi - in attesa di consegne di voto da parte del delusissimo Francois Bayrou, 8-9 per cento - a votare più tranquillamente per un Hollande, che non sarà costretto a cavalcare i temi della gauche più estrema.
La fuga di notizie. L'agenzia France Press ha diffuso i primi exit poll, che davano Hollande in testa, ben prima delle 20, citando «fonti concordanti» e violando il silenzio elettorale imposto ai media francesi fino alle 20. La Commissione sui sondaggi ha annunciato che si rivolgerà alla procura competente.
Il voto. Oltre 44 milioni di francesi erano chiamati oggi al voto per scegliere il prossimo presidente della repubblica. I seggi sono rimasti aperti dalle 8 alle 20. Per conoscere il risultato finale del duello tra il presidente uscente Nicolas Sarkozy e lo sfidante socialista Francois Hollande bisognerà attendere il secondo turno tra due settimane. L'affluenza è stata dell'80 per cento, il secondo miglior risultato degli ultimi anni.
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