

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo da Antonio Salvatore Dinallo, Referente DGSIP MIUR per le attività delle Consulte studentesche:
Caro Francesco,
evidentemente non hai ben focalizzato la mia riflessione, conseguentemente ritengo opportuno, da vecchio professore, chiarire ulteriormente la natura e la sostanza della vicenda intercorsa.
Quanto scrivi, questa volta in prima persona, è perlomeno improprio se non addirittura fuorviante, azzardato e impreciso.
“Chiedendomi di dissociare il nome del Blocco studentesco dalla Consulta, di non poter apertamente dichiarare l'appartenenza dei militanti del Blocco studentesco, di non permettere al Blocco studentesco di rivendicare le proprie vittorie e proposte in Cps, seppure non sia un rinnegare esplicitamente la propria appartenenza politica, quantomeno rappresenta un nasconderla, un chiuderla in un armadio come se fosse qualcosa di passato.”
Non puoi addebitare né al sottoscritto né a nessun altro ciò che è stabilito da norme superiori, che si presume erano a tua conoscenza nel momento in cui ti sei candidato al ruolo di Presidente della Consulta studentesca di Viterbo, ma hai, casualmente, dimenticato di esplicitare ai tuoi lettori.
Con spirito di collaborazione e a sostegno della tua formazione ti prego di memorizzare quanto segue:
Art. 3
Indipendenza dalle correnti partitiche.
La CPS è indipendente da qualsiasi corrente partitica. Nel corso delle riunioni, i membri della CPS, nell’esprimere pareri o fare riferimenti relativi a coalizioni politiche e a uomini o partiti politici, non devono fare propaganda per movimenti partitici. A garantire l’autonomia e l’apartiticità della CPS è il Presidente che, moderando le riunioni, è garante del rispetto di suddetto principio.
Ne consegue, caro Francesco, che il tuo mandato si esplica all’interno di tale principio.
Per maggior chiarezza ti chiarisco che si tratta dello stesso principio che regolamenta i lavori delle Istituzioni parlamentari del nostro paese.
Quando un parlamentare della Repubblica svolge la funzione di Presidente di una delle Camere non gestisce il ruolo in nome e per conto del proprio partito ma lo svolge in nome della Camera che presiede, e tutela le posizioni e diritti di tutti gli eletti nel rispetto del regolamento della medesima.
Questa è la Democrazia.
Ti è difficile comprendere queste differenze?
Quando lo stesso parlamentare opera direttamente e legittimamente per il partito di appartenenza non si presenta nella veste dell’organo che presiede, ne utilizza il ruolo di Presidente per imporre le posizioni del proprio partito, ma opera come un semplice inscritto.
Sta a te decidere se accettare le regole democratiche di un Organo istituzionale, oppure decidere di tentare di curvare le regole secondo le tue personali convinzioni.
Ma torniamo al punto centrale della mia prima riflessione:
Nel comunicato, che ha determinato il piccolo sforzo di dover precisare, era testualmente scritto:
“Quello che è stato chiesto esplicitamente 3 giorni fa ai nostri rappresentanti eletti in Consulta, in particolare al neo-presidente Francesco Chiricozzi, addirittura tramite l’intervento di un referente del Miur in persona (!), il dott. Di Nallo, è di “rinnegare” la propria appartenenza al Blocco Studentesco in nome dell’apartiticità della CPS.”.
Il rinnegare virgolettato serve solo a tutelarsi in termini legali rispetto all’asserzione non veritiera, antica e puerile pratica su come veicolare le false notizie.
La mia esortazione verso la tua persona non è stata virgolettata, la verità non ha bisogno di tutele, è stata declinata in modo chiaro e non interpretabile, per tua buona memoria la riporto così come è stata declinata:
“Sta a te Francesco visto che sembrerebbe che tu sia stato oggetto di una mia perentoria richiesta di abiura della tua appartenenza politica, di cui ribadisco non mi interessa, confermare e quindi sostenere la, come oggi si ama dire, fake news riportata nell’articolo in parola, oppure dare dimostrazione di possedere l’unica qualità che ti si chiede: “Onestà Intellettuale” e capacità di ascoltare le ragioni di chi è diverso da te”.
L’unica risposta che dovevi dare era riferita alla richiesta di cui sopra, evidentemente non hai colto la centralità della questione, per tale ragione la ripropongo in modo semplice: confermi o smentisci la fake news riportata nell’articolo.
Non è difficile rispondere ad una domanda semplice come quella testé formulata.
Pensaci!
Caro Francesco è su questo che si basa l’onesta intellettuale, unitamente ai comportamenti che ognuno di noi attua nel corso del proprio agire e nel ruolo che ti sei dato questo è tutto poiché in gioco ci sta la tua credibilità.
Con grande affetto da parte di vecchio professore Antonio Salvatore Dinallo, Referente DGSIP MIUR per le attività delle Consulte studentesche.