

VITERBO – Alleanza per Viterbo, ossia quelli che per far dispetto alla moglie…, “s’alleano” con le opposizioni, fanno mancare il numero legale e affossano, almeno per il momento, il progetto per la costruzione dell’ascensore Valle Faul – Palazzo dei Papi, di cui si parla, a vuoto, dagli anni Settanta del secolo scorso.
L’aula di Palazzo dei Priori avrebbe dovuto votare l’esproprio delle aree necessarie a realizzare l’opera, ma il trio Fracassini – Marcucci – Bracaglia, dopo aver argomentato la loro contrarietà al progetto ascensore con argomentazioni quantomeno singolari, come la lievitazione dei costi, più di 3 milioni e mezzo rispetto ai 700mila euro del 2007 e presunti vincoli storico-archeologici che, ad avviso di Marcucci potrebbero addirittura portare alla demolizione dell’opera dopo averla realizzata, hanno annunciato il voto contrario.
L’opposizione (Pd, Sel e Udc), che seppur con vari distinguo, sembrava disposta a far passare il progetto, ha fatto quattro conti e ha capito che Marini non aveva i voti per approvare il provvedimento ha deciso di uscire dall’aula, togliendosi così dal grosso imbarazzo di votare contro. Il loro esempio è stato seguito da Alleanza per Viterbo. L’esproprio ha ottenuto 19 voti, 3 meno del necessario.
Su palazzo dei Priori è tornata ad incombere lo spettro di una crisi sempre latente. Né la riduzione del numero degli assessori da 10 a 6, né la riduzione dell’Imu sulle seconde case, né la rimozione degli assessori esterni, che poi era solo uno, Chiara Frontini, invocata proprio da Fracassini, il quale assessore esterno lo è stato allorquando non venne eletto consigliere comunale pur ricoprendo la carica federale di An, sono bastati a rimettere pace in un centrodestra in avanzato stato di decomposizione.
Tuttavia Marini sembra intenzionato ad andare avanti. Il suo intento è quello di portare a termine il progetto Plus da 13 milioni di euro che potrebbe cambiare il volto a Valle Faul e, quindi, a un pezzo considerevole del centro storico cittadino.
E’ evidente che ascensori, passerelle, cavee, parcheggi quant’altro non hanno nulla a che vedere con quanto accaduto a Palazzo dei Priori. Lì si combatte una guerra per bande che ben oltre al detto. E il no detto, cioè la verità, non ha nulla a che vedere con l’ammodernamento della città e il suo futuro.