

VITERBO - ''La Tuscia è vittima di un eclissi a seguito della quale vedere la luce non sarà semplice se non cambiano gli attuali orizzonti. Altro che fotovoltaico. È improcrastinabile la pianificazione di una strategia che impedisca per il futuro di rendere la Tuscia terra di conquista di multinazionali a matrioska come la Albano Alternative Energim che ha operato nel parco eolico di Montalto''. A dichiararlo è Rosita Pelecca, segretario generale della Cisl Viterbo.
''La priorità assoluta è supportare le ditte artigiane locali, le quali vantano crediti per quasi 10 milioni di euro dalla società appaltatrice. Sono infatti quasi 200 i lavoratori in attesa di stipendio per le mansioni svolte: una fetta determinante dell’economia Viterbese - afferma Pelecca -. Se le singole istituzioni non riescono a tutelare il territorio, va creata una sinergia di gruppo composta da tutte le Amministrazioni della zona. Eventualmente coinvolgendo anche altre province del Lazio: ad esempio quella reatina, interessata da analoghi problemi''.
''La Tuscia non può e non deve essere in balia di quanti annullano la vocazione agricola e turistica del Viterbese, e addirittura, come in questo caso, anziché riversare introiti sul territorio locale, mettono in ginocchio una fetta determinante del comparto artigiano, facendo trovare 200 famiglie senza un’entrata salariale mensile ed almeno venti aziende autoctone con i conti in profondo rosso''.
''Alla base di questa situazione c’è l’impotenza oggettiva dei rappresentanti di palazzo Gentili che da soli, non hanno titolarità per impedire simili situazioni. Ma proprio quest’ultimi devono rendersi capofila per la creazione di una joint venture che si rivolga agli scranni dormienti della Pisana - conclude il segretario della Cisl -. Facciamo appello alle due istituzioni più rappresentative del Viterbese: Prefettura e Palazzo Gentili, affinché si adoperino per creare un’orchestra che per una volta suoni all’unisono, al fine di tutelare il bene comune della Provincia, accelerando le scelte ormai irrimandabili e rendendo così le energie rinnovabili volano di sviluppo anziché fonte di lucro esterno''.