ANNO 16 n° 274
Fotovoltaico domestico: quanta energia può produrre e perché sceglierlo
14/07/2023 - 12:52

L’Italia è uno dei Paesi più virtuosi in Europa e nel mondo nella produzione di energie rinnovabili, e il fotovoltaico rappresenta un settore in continua espansione. Basti pensare che fra il 2009 e il 2018 il numero di impianti fotovoltaici installati nel nostro Paese è più che decuplicato, anche perché in quel periodo furono diverse le agevolazioni fiscali da parte del governo che spinsero molte persone a provare quest’innovativa tecnologia. È tutto italiano il traguardo raggiunto dei 20.000 megawatt di potenza fotovoltaica, cifra toccata nel 2018, che si alzò ulteriormente negli anni successivi (quasi 25.000 nel 2020).

In questo scenario, un ruolo di primo piano è occupato dal settore residenziale, dove il fotovoltaico sta prendendo piede in maniera anche più rapida e massiccia rispetto al terziario. Sono diverse le famiglie italiane che si stanno orientando sempre di più verso un modello energetico autonomo, fondato sull’autoconsumo. Ma quanta energia possono produrre effettivamente i pannelli fotovoltaici? In che misura il fotovoltaico domestico può aiutarci a ridurre i costi in bolletta? In questo articolo cerchiamo di rispondere a queste domande prendendo in considerazione tutti gli aspetti che possono incidere sul rendimento di un impianto fotovoltaico.

Quanto produce un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico è costituito da uno o più moduli fotovoltaici che sfruttano l’energia solare per produrre energia elettrica. I moduli fotovoltaici sono composti da celle di silicio in grado di trasformare la radiazione solare in energia elettrica; tale energia, sottoforma di corrente continua, viene convertita in corrente alternata, la stessa tipologia utilizzata dagli apparecchi residenziali o industriali (per un approfondimento sulle differenze fra i due tipi di corrente, si rimanda a questo articolo). Non è semplice stabilire in maniera univoca la produzione di un impianto fotovoltaico, soprattutto in considerazione del fatto che l’energia solare è una fonte intermittente e non prevedibile: varia continuamente, infatti, a seconda delle condizioni metereologiche e dell’irraggiamento. In generale, un modulo fotovoltaico da 60 celle può produrre circa 300 Wp, mentre i moduli con 72 celle o più superano i 400 Wp. Nelle regioni settentrionali, gli impianti fotovoltaici hanno un rendimento annuale medio che ammonta a circa 1000-1100 kWh, valori che salgono a 1200-1300 kWh al Centro e possono toccare i 1400-1500 kWh nelle regioni meridionali.

Quanti pannelli solari servono?

Il numero dei moduli fotovoltaici dipende chiaramente dallo spazio a disposizione e dal quantitativo di energia che si desidera produrre. Innanzitutto, occorre considerare che per installare 1 kW – circa 4 pannelli – di un impianto fotovoltaico classico sono necessari 6-7 mq di superficie libera, mentre su tetto piano servono 9-10 mq perché bisogna considerare anche i supporti per inclinare i pannelli. In media, per un impianto da 3 kWh occorrono 10 pannelli fotovoltaici, perché in media un pannello produce 300 Wp di potenza.

Da cosa dipende la produzione di energia?

Al di là della qualità dei pannelli e dello spazio a disposizione, ci sono altri fattori che intervengono nella produttività di un impianto fotovoltaico:

• ore solari e stagionalità. Una normale giornata di sole sgombra da nuvole assicura la maggiore produzione di energia nelle ore centrali, quando l’irraggiamento solare è massimo. È chiaro che sono agevolati i territori dove ci sono giornate di sole più frequenti e più lunghe: nel caso dell’Italia, un impianto fotovoltaico a Catania avrà senz’altro un rendimento migliore di quello a Milano. Tuttavia, nel nostro Paese la diffusione degli impianti fotovoltaici riguarda soprattutto il Nord.

• orientamento e inclinazione. L’orientamento migliore per il fotovoltaico è quello di una falda esposta a Sud, mentre l’inclinazione ideale è compresa tra 25° e 30°.

Quando il fotovoltaico conviene?

Il fotovoltaico è un investimento consigliabile nella stragrande maggioranza dei casi. Chiaramente non conviene nel caso in cui non si abbia spazio a sufficienza, o il tetto dell’abitazione non riceva abbastanza sole. In generale, però, il fotovoltaico è utile per tutti perché, che abbiate bisogno di tanta o poca energia, vi consentirà una maggiore autonomia energetica con un alleggerimento significativo delle spese in bolletta.

Inoltre, sono diverse le soluzioni per integrare la tecnologia del fotovoltaico in casa. Se si ha abbastanza spazio a disposizione, ad esempio un portico o un giardino, si può pensare di trasformare la tettoia di casa in una pergola fotovoltaica, un’ottima soluzione per realizzare uno spazio ombreggiato e al tempo stesso produrre energia pulita. Lo stesso si può fare, naturalmente, per il tetto dell’abitazione; in questo caso, se si fa parte di un condominio, sarà necessario avere il permesso da parte dell’assemblea condominiale. Un’alternativa più semplice, economica ma sicuramente meno performante è il fotovoltaico da balcone, che in altri Paesi sta prendendo piede, un sistema fai da te che permette di realizzare un piccolo impianto fotovoltaico in terrazzo senza l’intervento di un tecnico specializzato.

 






Facebook Twitter Rss