

VITERBO – Potrebbe avere risvolti eclatanti il tentato sequestro organizzato ai danni del figlio di dieci anni di un promotore finanziario di Firenze.
Per il momento resta tutto sul piano delle indiscrezioni carpite in ambienti del capoluogo toscano, più che in quello della Tuscia: qui le bocche sono cucitissime. Il riserbo sulla faccenda è alle stelle.
“Gli atti sono coperti da segreto istruttorio”, dicono gli investigatori. “Il caso è molto delicato”.
Stando alle indiscrezioni, dicevamo, sarebbe stato l'imprenditore settantenne ad organizzare il rapimento del ragazzino per chiedere poi il riscatto al padre. Due milioni di euro tondi tondi: il denaro che il promotore finanziario gli avrebbe bruciato.
Ma la sua missione è fallita quando sono entrati in azione i carabinieri di Viterbo che, da qualche tempo, stavano attenzionando il maresciallo dell'aeronautica di Valentano cui il 70enne si era rivolto per rapire il bambino.
Secondo quanto i due avevano stabilito, lunedì sarebbero dovuti entrare in azione. Non sapendo di avere il fiato (degli uomini dell'Arma) sul collo: quando è scattata l'ora x, sono stati i militari ad entrare in azione, arrestando i due. Che, adesso, sono rinchiusi in carcere in attesa dell'interrogatorio di garanzia.
Il confronto con il magistrato potrebbe svolgersi già oggi, domani al massimo.