



CIVITA CASTELLANA - La Tuscia laziale è tornata protagonista sul piccolo schermo grazie a 'Green Tour', il programma di La7 che esplora l’Italia attraverso il legame indissolubile tra territorio, persone e tradizioni. Nella puntata andata in onda domenica mattina, le telecamere guidate da Edoardo Raspelli e Sofia Bruscoli hanno fatto tappa presso il caseificio Formaggi Chiodetti, accendendo i riflettori su una delle realtà produttive più rappresentative dell'area viterbese
Il racconto televisivo ha attraversato i luoghi simbolo della provincia, da Viterbo al Lago di Vico, fino alla maestosità di Palazzo Farnese, per poi soffermarsi sull’operosità degli artigiani locali. In questo contesto, l'azienda Chiodetti ha rappresentato l'anello di congiunzione tra le risorse naturali della terra e la tavola, mostrando come il rispetto per l'identità locale possa trasformarsi in un motore di sviluppo sostenibile.
Valorizzazione del territorio e tradizione
Durante lo speciale, è emersa chiaramente la filosofia dell'azienda: un impegno quotidiano nel trasformare la materia prima in un prodotto che sia espressione autentica della Tuscia. La partecipazione a 'Green Tour' è stata l’occasione per narrare: -Il lavoro artigianale: Il saper fare che si tramanda, preservando sapori che rischiavano di andare perduti.
-Il legame con l’ambiente: Una produzione che rispetta i ritmi della natura e valorizza un paesaggio spesso meno noto al grande turismo, ma ricco di eccellenze.
-La visione imprenditoriale: Come le radici storiche possano convivere con nuove opportunità per il territorio.
Il riconoscimento della critica
L'intervento di Edoardo Raspelli ha sottolineato l'importanza di realtà come Formaggi Chiodetti nel panorama gastronomico nazionale. Per l'azienda, questa vetrina televisiva ha rappresentato un momento di orgoglio e un riconoscimento per la passione profusa nel raccontare, ogni giorno, le bellezze e i sapori della propria terra a chiunque decida di visitarla.
Attraverso le immagini e le parole dei conduttori, la Tuscia si è confermata uno 'scrigno di tradizioni', dove la sostenibilità e la storia continuano a generare valore e cultura del cibo.