


NEPI - Tuscia solidale e attenta al prossimo con i rifornimenti di derrate alimentari per la Palestina: Food for Gaza è un’iniziativa dalla struttura progettuale, ma che non può essere definita come una semplice operazione. La delicata missione, partita da un proposito lungimirante del Ministero degli Esteri, vede i pacchi alimentari smistati dal Centro di raccolta Coldiretti di Nepi verso la Striscia di Gaza tramite la Croce Rossa. Un’organizzazione messa a punto con “grande serietà”, citando lo stesso ministro Tajani.
Oltre a beni alimentari non deperibili, sarà inviato anche del materiale sanitario e sono incluse le tende. Fino alla Striscia di Gaza, i mezzi della nostra Croce Rossa saranno in movimento per trasportare gli aiuti umanitari, per poi passare il carico alla Mezzaluna Rossa palestinese: in questa fase saranno distribuiti alla popolazione in condizioni difficili.
A guidare l’iniziativa, oltre alla Farnesina, anche Fao, Pam e ovviamente la Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Antonio Tajani, ospite ieri pomeriggio al Centro Coldiretti di Nepi, ha sottolineato i passaggi del percorso per raggiungere gli abitanti di Gaza: i camion partiranno per Brindisi, da lì gli aiuti umanitari si muoveranno verso il centro delle Nazioni Unite e raggiungeranno la Giordania tramite gli aerei della Cooperazione Internazionale Italiana. Dalla Giordania, con l’accordo di Israele e dell’Autorità nazionale palestinese, potranno entrare nella Striscia di Gaza.
Tajani ha ribadito la collaborazione sinergica tra la diplomazia italiana, nella persona dell’ambasciatore Archi, e il Fao, il Programma alimentare mondiale. L’organo in questione si è mostrato disponibile, così come il Pam, per un unico obiettivo: quello di sfamare e garantire ausilio a chi è rimasto indietro. Il nostro ministro ha inoltre ringraziato la Coldiretti e la Protezione Civile, ricordando che c’è un altro centro di raccolta in alcuni depositi gestiti da Confagricoltura. Il 6 giugno, inoltre, dal porto di Gioia Tauro, sarà imbarcato per Cipro (cuore del corridoio marittimo da cui si snoderanno gli aiuti, ndr) uno scanner all’avanguardia dell’Agenzia delle dogane.
Tra le garanzie del caso saranno predisposti anche formatori per i civili. Il messaggio lanciato da Tajani non dà adito ad equivoci: l’Italia è al fianco della Palestina non in una lotta che non vede fine, ma in un risveglio della pace che può iniziare mandando un segnale, che il ministro ha esplicitato spontaneamente attraverso la parola “amicizia”. Il nostro Paese è pronto a sostenere le iniziative del coro delle Nazioni Unite, perché Hamas è lontana dai civili palestinesi e non ne rappresenta la reale sofferenza.
Uno dei traguardi da implementare? La nascita di uno Stato palestinese che unifichi Cisgiordania e Striscia di Gaza, anche grazie al contributo dell’Italia. L’Anp sarà alla guida di questa nuova dimensione territoriale, che dovrà riconoscere Israele e sarà riconosciuta da Israele. La mediazione statunitense, una rotta sicura verso il “cessate il fuoco”, sarà battuta con l’appoggio della nostra nazione, preparando il terreno alla negoziazione tra Hamas e Netanyahu. Il ministro degli Esteri confida fermamente in questa soluzione, percorribile soltanto con la concreta solidarietà.