

VITERBO – A Viterbo fontane senz'acqua e abbandonate a loro stesse. E’ quanto denuncia il vice capogruppo Pd del Comune di Viterbo Alvaro Ricci, secondo il quale la spending review made città dei Papi “ha costretto l’esecutivo guidato da Giulio Marini a togliere l’acqua dalle fontane, confezionando così un pacchetto turistico che sostanzia un’immagine della città alquanto degradata”.
“Basta fare qualche esempio – ha spiegato Ricci -: la fontana di piazza della Rocca, dove il residuo delle risorse idriche è diventato salmastro, degno delle zone paludosi in via di prosciugamento. O la fontana Grande (o del Sepale, iniziata nel 1212, terminata nel 1279), rimasta sì senza acqua, ma in compenso il cloro ha compiuto il prodigio di colorarla, cambiandole così i connotati”.
L’abbandono, secondo Ricci, non riguarderebbe solo le fontane del centro storico, ma anche a “Fontasfera”, importante opera monumentale realizzata dall'artista viterbese Claudio Capotondi nei primi anni '90 e per la cui esecuzione la Regione Lazio, su iniziativa dell'allora consigliere Oreste Massolo, emanò una specifica legge con cui vennero stanziati 300 milioni delle vecchie lire. “Ora sta li, nel piazzale davanti alla piscina comunale nel più completo degrado, alla mercé di vandali e pseudo-writers – ha dichiarato Ricci -, depredata di tutti i suoi valori materiali e soprattutto violentata nell'arte, nella cultura che il maestro Capotondi ha inteso rappresentare in questo manufatto”.
“E allora lancio una provocazione – ha concluso Ricci -. Perché non abbattere le fontane della città, tutte, le antiche e le moderne? Si risparmierebbero un sacco di soldi e soprattutto si eviterebbero sofferenze a tutti quei cittadini che ogni giorno vedono in loro il termometro con il quale misurano la china del degrado della città”.