ANNO 16 n° 273
Fondi alla cultura
Le associazioni valutano
il ricorso al Tar
05/06/2014 - 13:36

VITERBO  (Fla. Lud.) – “Stiamo valutando di fare ricorso al Tar per illegittimità amministrativa”. Così le associazioni del territorio intendono proseguire la battaglia contro l’amministrazione comunale che, a un anno dagli eventi dell’Estate e del Settembre viterbese del 2013, ancora non ha assegnato i contributi dovuti. I rappresentanti di queste associazioni hanno dato appuntamento alla stampa questa mattina nel cortile di palazzo dei Priori per chiedere una volta per tutte spiegazioni sulla determina dei finanziamenti per il cartellone 2013, quando l'assessore designato era ancora Giacomo Barelli, e per capire come si intende proseguire la strada della cultura a Viterbo. Erano invitati anche il sindaco Michelini e gli assessori, in realtà, ma non si sono presentati.

Le realtà culturali della città hanno presentato il conto stamani. Anzi, ripresentato. “A un anno di distanza – spiega Marco Trulli, presidente dell’Arci – molti di noi si sono visti assegnare somme esigue rispetto all’importo totale e ora sono costretti a bloccare i progetti futuri. Come Arci avevamo organizzato l’evento EstasiaArci che però, non si capisce ancora il perchè, non è stato inserito nell’elenco delle attività finanziate dalla determina”. Ecco un altro punto che non è chiaro: i criteri sulla base dei quali gli eventi sono stati inseriti nelle fasce previste dalla determina. Sette in tutto, che raggruppano manifestazioni di diverso genere senza una motivazione apparente. “Dopo un anno – racconta l’organizzatrice di Ludika1243 – abbiamo ricevuto un contributo irrisorio per quella che, citando le parole del sindaco, avrebbe dovuto essere una delle manifestazioni medievali di portata nazionale. Invece siamo stati inseriti in una fascia che è a dir poco mortificante per tutti coloro che hanno realizzato l’evento”. Stesso discorso per Giuliano Nisi, dell’associazione artistico culturale XXI secolo: “Organizziamo concerti sul territorio dal ’97 e siamo stati relegati nella penultima fascia. I fondi del Comune non sono bastati nemmeno a coprire le spese per le borse di studio dei vincitori di un concorso, che tra l’altro sono stati premiati dal sindaco in persona”.

Questa dei mancati contributi è una faccenda seria che ha messo a rischio il futuro delle associazioni stesse. Come Imaginaction, che organizza da anni il festival Rockin’ Cura e che quest’anno rischia di essere messo in stand by. “Stiamo ancora aspettando i soldi pattuiti per il concerto di settembre scorso a palazzo papale del gruppo Lo Stato Sociale – spiega Claudio Pisa. Ci sono debiti che abbiamo pagato di tasca nostra, averlo saputo prima non l’avremmo mai proposto”. Parla di tempi anche Paolo Cappelli della Take Off: “A settembre il Comune ci ha chiesto di organizzare le giornate musicali con pochissimo preavviso. Così poco da non avere neanche il tempo materiale per cercare sponsor. Alla fine abbiamo ricevuto solo 2mila euro, che non bastano nemmeno a coprire le spese del service”.

E poi Irene Temperini della Pro Loco, Sante Paolacci di Funamboli, Simonetta Pacini di Tuscia Eventi, Francesco Cerra del Teatraedro, Andrea Pascucci dell’associazione Moto perpetuo: tutti, in un modo o nell’altro, coinvolti e indignati per come l’amministrazione stia gestendo l’affaire cultura a Viterbo. E guai a nominar loro Caffeina come fonte di tutti i loro mali. “Non è affatto un problema per noi – tuonano – è una grande risorsa per la città, ma non è giusto affermare che senza Caffeina non c’è cultura a Viterbo”.

Nel gruppo dei rappresentanti delle associazioni che si è riunito oggi cè pure chi si rassegnato già da tempo, come Augusto Terenzi della Compagnia Mani in Alto. Nel 2012, a pochi giorni da un evento, dopo aver ricevuto dall’assessore alla cultura dell’epoca (Enrico Contardo, ndr) 500 euro in meno nel budget stabilito, ha rinunciato. “Non è iniziata l’anno scorso – ha aggiunto – la mala amministrazione della cultura a Viterbo, consiglio a tutti gli organizzatori di smettere di programmare eventi. Almeno fino a quando non si farà chiarezza”.

Ed è proprio chiarezza, trasparenza, programmazione seria e soprattutto rispetto per gli organizzatori e gli artisti che lavorano tutto l’anno per la realizzazione degli eventi che chiedono oggi i rappresentanti delle associazioni. Per questo motivo non si arrendono e stanno pensando di ricorrere al Tar per risolvere la questione.  E dopo questa conferenza stampa l’intenzione è quella di organizzare un’assemblea pubblica per far conoscere e sensibilizzare i cittadini sui problemi. Perché ''anche noi facciamo cultura, la facciamo tutto l’anno e meritiamo rispetto''.






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