

“Con la presente si porta a conoscenza, come tra l’altro già lamentato verbalmente presso gli uffici di via Garbini qualche giorno fa, della corposa e costante presenza di acque maleodoranti e schiumose, presumibilmente derivanti da fossa settica o da scarichi di lavorazione, su via della Chimica all’altezza del civico 23”.
L’esposto, indirizzato al sindaco e all’assessorato ai Lavori pubblici, è datata 3 giugno 2009 (!), ed è un vero peccato che da allora ad oggi la situazione non sia affatto cambiata. Anzi, in questo periodo, con l’arrivo della bella stagione e la colonnina di mercurio che supera i 30 gradi, non può che essere peggiore.
A denunciare la spiacevole questione è un imprenditore della zona che, sebbene abbia preferito rimanere anonimo, nei giorni scorsi si è armato di macchina digitale e ha ben documentato in quali condizioni di degrado, incuria e sporcizia si trovi la zona. (Che, poi, è la zona industriale – l’unica – del capoluogo e, quindi, dovrebbe suscitare tutt’altro tipo di attenzione da parte dell’amministrazione).
“Il ‘ruscello’ (perché di questo si tratta, ndr) si propaga per tutta la pendenza di via della Chimica in direzione di via dell’Industria, creando uno spettacolo indecoroso ed emanando odori a dir poco sgradevoli”, racconta l’imprenditore anonimo, tuonando: “Sembra di essere alla periferia di Kabul.”. La costante presenza di acqua sul manto stradale, inoltre, “produce uno sfaldamento precoce dell’asfalto e l’insorgere di crateri sempre più profondi”.
L’imprenditore aggiunge anche di avere il sospetto di quale sia la “sorgente” di questi inerti che galleggiano per via della Chimica, ma ammette anche che “per affermarlo si devono avere le prove”. Una cosa, comunque è certa: “si tratta – conclude - di sostanze che non vengono scaricate né smaltite come dovrebbero”.