

La lotta all'evasione è uno sforzo titanico, ma comincia a dare i suoi frutti. Nel 2011 abbiamo recuperato 11,6 miliardi. Ora, con il controllo dei conti bancari, può partire la grande svolta di primavera'. Lo annuncia Attilio Befera, che guida Equitalia e Agenzia delle Entrate.
'Per noi è un risultato eccellente, se si considera che avevamo recuperato 9 miliardi nel 2009 e 10,5 miliardi nel 2010'. L'uomo più blandito, temuto e contestato del momento tira dunque le prime somme. Nella guerra delle tasse, ciclica in un Paese che 'produce' ogni anno 120 miliardi di evasione e 250 miliardi di sommerso, guida una sorta di pool anti-evasione. Un esercito di circa 30 mila uomini, che ogni giorno combatte un nemico temibile, e spesso invisibile.
Dal suo quartier generale, all'ottavo piano della sede di Via Cristoforo Colombo, Befera annuncia: 'Ormai siamo in grado di verificare la posizione di tutti i contribuenti. Dopo le dichiarazioni dei redditi di giugno scatterà un'operazione di controlli 'massivi'. La vera lotta agli evasori può cominciare davvero'.
Con il clamoroso blitz di Cortina, poi ripetuto su scala ancora più vasta nella Milano da bere dei Navigli, c'è stato un oggettivo salto di qualità nella gestione del contrasto agli evasori fiscali e nella percezione del fenomeno presso l'opinione pubblica. 'Guardi - premette Befera - noi di controlli analoghi ne
abbiamo sempre fatti. Certo, adesso c'è un'attenzione diversa presso la politica, e una sensibilità maggiore presso i cittadini'.
Le politiche di rigore finanziario imposte dal governo Monti, i sacrifici pesanti richiesti anche ai più deboli, la crisi economica che morde i portafogli, l'esplosione intollerabile delle disuguaglianze. Tutto questo riporta la questione fiscale al centro del discorso pubblico. 'L'Italia è un Paese in cui è mancata per molti, troppi anni una cultura della legalità fiscale. Cortina, con quel 300% in più di scontrini emessi in un solo giorno, è solo un esempio, ma gliene potrei citare quanti ne vuole. A Milano abbiamo trovato di tutto, tra i 115 esercizi che abbiamo controllato. In 33 locali c'erano lavoratori in nero. Poi scontrini non rilasciati, studi di settore falsificati, con esercenti che dichiaravano quattro tavoli all'aperto e invece ne avevano 40. Il 30% di irregolarità, tra bar, ristoranti e soprattutto discoteche. In una di queste ci hanno addirittura bloccato all'ingresso, mentre uno dei titolari faceva scappare dal retro clienti e dipendenti'.
L'evasione, sostiene Befera, è 'una piaga sociale ed economica' che infetta l'intero sistema: il cittadino che non paga le tasse danneggia quello che le paga, l'impresa che non versa l'Iva fa concorrenza scorretta nei confronti di quella che la versa. È 'pane avvelenato', come dice Monti, che i padri regalano ai propri figli. Dunque ci riguarda tutti. Ora che il divario tra i redditi cresce, e che lo Stato chiede lacrime e sangue soprattutto ai 'soliti noti', la lotta contro questa piaga diventa un'arma decisiva.
'Per questo - aggiunge Befera - controlli a tappeto come quelli di Cortina o di Milano fanno tanto rumore. Non siamo noi che spettacolarizziamo le nostre operazioni. Sono i giornali che ne scrivono e i cittadini che giustamente si indignano, quando vedono intorno a loro tanta infedeltà fiscale'. Il pool anti-evasione ha deciso di cogliere l'attimo. 'Ci siamo accorti che l'effetto deterrenza comincia a funzionare. L'idea che i controlli possano scattare in ogni momento spinge i contribuenti ad una maggiore onestà fiscale. Per questo andremo avanti, rafforzando gli interventi sul territorio'.
Continueranno a scandagliare il Nord, poi toccherà al Centro-Sud. Perché - come dice Befera - 'finché fa freddo si va nelle stazioni invernali, quando arriva il caldo si passa alle località balneari'.