


VITERBO - La Fisascat Cisl di Viterbo vuole esporre le sue riflessioni sullo stato di salute del nostro territorio nei settori che segue: turismo, commercio e servizi.
Una cattiva politica culturale, una denatalità senza precedenti, una migrazione dei nostri giovani verso altre mete, un e-commerce sempre più presente (aiutato da crisi economiche ed energetiche e da un’inflazione che ha eroso le retribuzioni dei cittadini tutti) sta portando ad una desertificazione dei centri storici di gran parte dei comuni della nostra provincia.
Si pensava che il Covid, con l’introduzione dello smart working, potesse imprimere un'accelerazione al ripopolamento dei borghi della nostra provincia. In realtà, stiamo assistendo, quasi inermi, ad uno spopolamento senza precedenti. Spesso si parla di desertificazione bancaria come sinonimo di non fornire più i servizi necessari ai cittadini ma, se pur grave, è riduttivo e non esaustivo. Trovare un’edicola, ad esempio, è diventata un’impresa. Sempre di più le attività commerciali e artigiane che chiudono non appena il titolare arriva in età pensionabile. Spesso, i figli di coloro che hanno un’attività di questo genere non se la sentono di continuare un mestiere che oggi rende sempre meno e affronta costi sempre maggiori. Inoltre, dovrebbero affrontare competitors che un tempo erano rappresentati solo dal grande centro commerciale (che oggi non gode di ottima salute) mentre oggi sono le aziende multinazionali di e-commerce. La politica deve riuscire ad incentivare, soprattutto i giovani, a mantenere vive le attività che un tempo animavano i piccoli centri. Sostenere il loro impegno per lo meno nella fase iniziale del loro investimento economico e professionale. Il nostro territorio può offrire ampi margini di lavoro e progresso. Il turismo, ad esempio, se ecosostenibile, in armonia con l’ambiente, con la comunità e le culture locali, che non trasformi i nostri luoghi e i suoi abitanti in vittime dello sviluppo ma in beneficiari dello stesso, può contribuire a far rinascere i centri storici. L’arte, l’archeologia, l’enogastronomia, la cultura, la natura, la bioagricoltura, ecc., sono elementi che la nostra provincia possiede in quantità e di alta qualità! Vanno, però, promosse e sviluppate in un’ottica eco-friendly, incentivate, connesse in un sistema integrato.
Analizzando il quinto rapporto economico sull’alto Lazio presentato a luglio dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, inerente allo stato di salute del tessuto economico e imprenditoriale nel 2025 nei due territori, abbiamo una fotografia realistica anche nei settori sopra citati. Nel settore del commercio, le imprese viterbesi subiscono nel 2025 una flessione pari al -2,1 % seguendo un trend negativo che ormai, nel settore, si registra da anni. Crescono, invece, le attività immobiliari, assicurative, finanziarie, professionali, scientifiche e tecniche. Nel turismo, il 2025 risulta un anno straordinario: + 41,3 % di arrivi, + 25,5 % di presenze rispetto al 2024.
La presenza media è leggermente più bassa rispetto al dato nazionale: 3,06 giorni contro i 3,33 del dato italiano. Si registra una presenza importante di flussi internazionali (soprattutto dalla Germania, Olanda, Usa, Cina, Francia e Regno Unito) rispetto al passato anche se non ancora a livello nazionale dove più di un turista su due non è residente in Italia. Abbiamo, quindi, un turismo prevalentemente domestico. Ciò permette di avere ampi margini di miglioramento nei confronti del turismo internazionale. Per attirare turismo estero alto spendente, il nostro territorio, malgrado il momento internazionale geo politico non certamente favorevole, ha, però, bisogno di strutture alberghiere di qualità. Il dato più significativo di questo settore, infatti, è rappresentato dal fatto che la crescita di pernottamenti è orientata prevalentemente verso strutture ricettive alternative (alloggi in affitto, agriturismo e b&b); gli alberghi, invece, perdono circa il 13,5%.
Gli esercizi alberghieri dal 2018 al 2025 sono passati da 114 a 167, le strutture extra-alberghiere sono passate nello stesso periodo da 975 a 4540. Questo scenario ci dimostra che il nostro territorio è molto attrattivo ed ha ampi margini di sviluppo ma è orientato verso un’ospitalità diffusa. Come Fisascat, abbiamo più volte evidenziato come piccoli borghi oggi spopolati possano essere convertiti in un’accoglienza alternativa; al tempo stesso, però, per un’occupazione nel settore più solida e stabile non possono mancare gli alberghi: spesso garantiscono un lavoro con più tutele e diritti per il personale subordinato rispetto alle imprese individuali che caratterizzano altri tipi di strutture.
Se analizziamo il numero di imprese del commercio e dei servizi dediti all’alloggio e alla ristorazione a Viterbo e provincia abbiamo un saldo negativo rispetto al 2024 (rispettivamente: -136 e -21 aziende) mentre le attività dedite ai servizi, in particolar modo quelle più innovative, sono in ascesa. Questo trend rispecchia ciò che si registra a livello regionale e nazionale nei settori analizzati.
Leggendo fra i numeri presentati dal rapporto della Camera di Commercio di Viterbo e Rieti emerge il fatto che ci troviamo di fronte ad un territorio che presenta contraddizioni ed anomalie. Non possiamo basare lo sviluppo e la crescita di un territorio solo sul turismo; dobbiamo pensarlo inserito in un contesto in sinergia con gli altri settori produttivi che però devono modernizzarsi, promuovere la transizione digitale ed ecologica, avere una visione a lungo termine che crei valori condivisi con le comunità che lo vivono. Dobbiamo inevitabilmente andare verso un tessuto imprenditoriale che si occupi oltre che dell’aspetto economico anche di quello sociale.
Come affermato in diversi protocolli d’intesa territoriali promossi dalle organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL e dalle principali istituzioni politiche e governative e, come ribadito a chiare lettere, dal rapporto della Camera di Commercio, dobbiamo indirizzarci verso un modello di sviluppo sostenibile. Il rapporto analizzato parla esplicitamente di società Benefit come strumento di sviluppo futuro: imprese che uniscono all’obiettivo di generare profitto finalità di beneficio comune che abbiano un impatto positivo sui lavoratori, sulle comunità, sul territorio, sull’ambiente e sulla cultura.
La Fisascat Cisl di Viterbo ritiene che promuovere, ad esempio, una contrattazione di secondo livello, territoriale o aziendale, che integri e migliori le condizioni previste dai CCNL, possa senz’altro aiutare a perseguire questi obiettivi. Investire sul welfare aziendale, sulla conciliazione tempi vita e lavoro, sull’innovazione e formazione, sul valorizzare i giovani, sulla parità di genere, sull’inclusione non rappresenta più solo una scelta lungimirante ma un obbligo se si vuole crescere e si ha a cuore il territorio e le sue comunità.
Fisascat Cisl Viterbo
Segretario Generale Guido Calà