ANNO 16 n° 273
Fioroni: ''Se non vincessimo a Viterbo
sarebbe un fallimento''
Affondo contro il segretario Egidi
14/07/2012 - 05:22

VITERBO –  ''Se nella primavera prossima non dovessimo conquistare il comune di Viterbo sarebbe un fallimento irreparabile. Il centrodestra ha fatto tornare la città indietro di 30 anni e se non vincessimo le elezioni sarebbe come perdere una partita giocando da soli e a porta vuota''. Questo il monito lanciato ieri sera dall’ex ministro Giuseppe Fioroni durante la riunione della corrente.

Fioroni ha anche sferrato un affondo all’indirizzo del segretario provinciale Andrea Egidi, reo di ''confondere troppo spesso le iniziative di partito con quelle del suo gruppo di riferimento. Altrimenti - ha avvertito - si vanifica l’unità che ci siamo sforzati di costruire e che deve essere nei fatti e non solo nelle enunciazioni''.

Ma soprattutto Fioroni ha attribuito a se stesso, a Ugo Sposetti e a Giuseppe Parroncini, cioè alla troica, il ruolo di ''padri nobili'' del Pd viterbese. ''Noi – ha detto con un certo distacco – non dobbiamo occuparci, se non sporadicamente e in situazioni particolari di quanto avviene nel territorio. Chi ha incarichi di partito o amministrativi deve diventare adulto, deve potere e sapere decidere, indovinare o sbagliare da solo, altrimenti qui non crescerà mai nessuno''.

Ma senza sbagliare troppo, come invece, ad avviso di Fioroni, sta facendo Egidi: ''Se un grosso numero di iscritti lascia il partito – ha sottolineato – non può cavarsela con un scrollata di spalle. Bisogna invece indagare, comprendere e rimuovere le ragioni del malessere che hanno causato l’abbandono. Dietro quella scelta potrebbe esserci la poca capacità di rinnovamento e del partito e la poca autonomia lasciata ai militanti''.

Il tasto più pigiato da Fioroni è stato però quello delle prossime elezioni comunali. ''Dobbiamo avere la capacità – ha insistito – di costruire una coalizione ampia, anche con forze non del tutto omogenee, intorno a un progetto di sviluppo della città e del territorio. Dobbiamo anche essere in grado di immaginare una nuova provincia, che avrà un’articolazione territoriale molto più complessa dell’attuale''. Il riferimento è alla spendig review che imporrà all’attuale provincia di fondersi con altre, in primo luogo con quella di Rieti e la parte più marginale di quella di Roma per non essere cancellata.

Sulle primarie per la scelta del candidato sindaco Fioroni ha detto: ''Le faremo senz’altro, perché sono uno strumento eccezionale di coinvolgimento della gente. Ma prima costruiamo una coalizione attorno a un progetto che sappia restituire alla città la cultura della programmazione che il centrodestra ha distrutto. Altrimenti rischieremmo che qualcuno non partecipi o si senta escluso. Perché questa volta – ha concluso - non basta partecipare, bisogna vincere''.






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