ANNO 16 n° 274
''Fioroni? E' un dinosauro moderato''
Fuoco incrociato sull'ex ministro dell'Istruzione per la sua presa di posizione
contro la regolamentazione delle coppie di fatto, lo difende solo il centrodestra
13/06/2012 - 04:00

VITERBO - Un vero e proprio fuoco incrociato si è abbattuto sull'ex ministro dell'Istruzione del secondo governo Prodi, Giuseppe Fioroni. La sua presa di posizione contro la regolamentazione delle coppie di fatto, condita dalla ''minaccia'' di candidarsi alle primarie del Pd contro il segretario del suo partito Pierluigi Bersani qualora insistesse nel chiedere una legge sulle coppie gay, ha scatenato la reazione dell'intero centrosinistra e dintorni. ''Dinosauro'', ''personaggio d'estrema destra'', ''conservatore a tutto tondo'' sono solo alcuni degli epiteti che gli sono stati affibbiati dai suoi stessi compagni di partito e dagli alleati, eventuali presunti.

Fioroni ha anche tentato, senza riuscirci, di smorzare la polemica: ''Su una cosa vorrei essere chiaro - ha precisato ieri pomeriggio -, io sono a favore da sempre del riconoscimento dei diritti di coloro che convivono a qualunque titolo e dei loro figli, ma ho espresso contrarietà a ritenere che il matrimonio gay sia una priorità o che lo sia l'eutanasia. Tutto il resto è  polemica strumentale''. Ma ormai l'ordalia era in pieno svolgimento. Ed è proseguita con toni sempre più duri.

'FIORONI HA POSIZIONI DI ESTREMA DESTRA' - Il primo ha tuonare contro Fioroni è stato Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd: ''Finalmente - ha detto - sapremo quanti sono gli italiani di centrosinistra che avversano temi come le unioni gay e il testamento biologico. L'esperienza europea ci dice che sono temi che fanno parte dell'identità delle persone progressiste: contare i sostenitori di Fioroni ci farà finalmente uscire dall'equivoco''.

'FINALMENTE SAPREMO QUANTO CONTA DAVVERO FIORONI' - Poi è stata la volta di Aurelio Mancuso, presidente di Equility Italia, la rete dei movimenti per i diritti civili. ''La 'minaccia’ di Fioroni di candidarsi alle primarie nel caso il segretario del Pd Bersani manterrà la sua posizione sulle unioni civili - ha detto -, è un'ottima notizia. Sarebbe, infatti, importante per capire la consistenza dell'area che da anni nel centrosinistra si oppone a qualsiasi riforma civile, quindi, una positiva occasione per contarsi e finalmente decidere''.

'FIORONI NON AVREBBE MAI VINTO IN FRANCIA' - ''Siamo sicuri che un centrosinistra a guida Beppe Fioroni in Francia non avrebbe mai vinto. E non vincerebbe neanche in Italia'': così il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo. 'La linea di Fioroni di negare nell'agenda politica il progresso dei diritti civili - aggiunge - è antiquata e perdente. In Francia, dove l'attuale presidente Hollande si è dichiarato apertamente in campagna elettorale per i matrimoni gay, le altre urgenti priorità in materia economico sociale non ne hanno risentito''.

'FIORONI SI E' SEMPRE SOTTRATTO AL CONFRONTO' - ''Caro Fioroni, sei tu il primo a strumentalizzare i diritti delle coppie gay per battaglie interne al Pd; e questo è a dir poco sconcertante. Il Pd lo abbiamo fatto tutti e tutti ci dobbiamo sentire a casa''. Lo ha detto Anna Paola Concia, deputata del Pd, omosessuale, sposata in Germania con la sua compagna. ''Sei tu - ha aggiunto - che con queste affermazioni non fai altro che porgere il fianco alla destra. Sai benissimo che i cittadini che guardano al centrosinistra sono infinitamente più avanti delle tue dichiarazioni, cattolici compresi, e ritengono che dare diritti di uguaglianza ai cittadini omosessuali sia una delle priorità del programma di centrosinistra. Così come sai benissimo - conclude Concia - che da un anno stiamo lavorando in Commissione diritti del Pd per una posizione comune non sul 'se' ma sul 'come' fare una legge sulle unioni gay, così come sul testamento biologico. E tu ti sei sempre sottratto al confronto. Adesso basta con questa volgare disputa tra ciò che è prioritario e ciò che non lo è''.

''FIORONI MODERATO E DINOSAURO'' - 'Siamo curiosi della eventuale candidatura di Fioroni alle primarie del Pd, vogliamo proprio vedere quanti voteranno un dinosauro con queste posizioni retrograde. Questo ci darà anche modo di contare chi e è pro e chi è contro la comunità lgbtqi e ci permetterà di comportarci di conseguenza, alle prossime elezioni', è il commento di Rossana Praitano, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

''IL PD NON PUO' PIU' OGNARARE LE COPPIE DI FATTO'' - ''Non posso che essere contento se Fioroni si candiderà alle primarie del Pd, significa che saranno una competizione vera, aperta a tutti, e ognuno potrà scegliere il candidato in cui si riconosce di più. Ma ciò che il Pd non può permettersi è di continuare a ignorare un tema, quello di creare un istituto giuridico che regolamenti le convivenza delle coppie dello stesso sesso, su cui il nostro Paese è in grave ritardo ed è già stato sollecitato da tempo dall'Unione Europea e anche dalla Corte Costituzionale'': così Ettore Martinelli, responsabile diritti civili del Pd. 'Il 14 giugno - aggiunge - si riunirà il comitato diritti del partito per concludere un lavoro iniziato più di un anno fa e la nostra proposta sarà formalizzata. Comitato di cui Fioroni è membro  e, anche se fino ad oggi non ha mai partecipato, attendiamo il suo contributo con spirito costruttivo''.

''FIORONI NON SA CHE I DIRITTI AVANZANO UNITI'' - '''La storia ci insegna che i diritti avanzano o arretrano tutti insieme'', ha affermato Barbara Pollastrini, ex ministro per le Pari opportunità del governo Prodi che scrisse, insieme con Rosy Bindi, il testo di legge sui Dico. ''Dove aumenta il lavoro - ha aggiunto - si allargano i traguardi di cittadinanza in ogni campo, dove crescono i diritti civili le società diventano più competitive anche in termini di occupazione. Non c'è un prima e un dopo tra economia e democrazia e solo così si raggiungono soluzioni condivise. L'Italia - ha concluso Pollastrini -  è inadempiente rispetto alla propria Costituzione, che prevede uguaglianza e pari dignità per tutti. Un programma per il cambiamento del Paese non potrà certo essere reticente o ambiguo su questioni, come quello delle coppie di fatto omosessuali e non, risolte positivamente in tutta Europa''.

''FIORONI SI CANDIDI, VEDREMO CON CHI STANNO GLI ELETTORI'' -  Anche Ignazio Marino raccoglie la sfida di Fioroni e rilancia: ''Sono anni  - ha detto - che chiediamo che il Pd proponga un referendum interno sui temi sensibili, dalle unioni per le coppie delle stesso sesso al testamento biologico. E' fondamentale, infatti, sapere come la pensano i sostenitori del Pd e i probabili elettori. Credo che se fossero interpellati - aggiunge - il 99,9% degli elettori democratici si direbbe favorevole all'istituzione di una forma giuridica che garantisca a tutte le coppie stabili, etero e omosessuali, gli stessi diritti e gli stessi doveri. Un referendum non siamo mai riusciti a farlo, ma ora Fioroni ci offre una grande opportunità: si candidi alle primarie e così, una volta per tutte, sapremo come la pensa il popolo del Pd su questi temi. Ma se poi Fioroni perde, accetterà democraticamente il verdetto delle urne?''.

L'UNICA DIFESA ARRIVA DAL CENTRODESTRA - Ancora una volta, le uniche voci a sostegno di Fioroni arrivano dal centrodestra. Dopo il vice presidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello e l’ex sottosegretario alla Salute del governo Berlusconi Eugenia Roccella, è infatti il deputato Pdl Antonio Mazzocchi, presidente dei cosiddetti Cristiano Riformisti a sostenere le sue tesi. ''Se Bersani ha aperto le porte alle nozze gay, i cattolici come Fioroni non possono più fare finta di nulla. Gli è stato dato un evidente avviso di sfratto dal Pd e non possono fare altro che prenderne atto'' ha detto. Ad avviso di Mazzocchi ''Fioroni non può più stare in un partito che ha una concezione della famiglia che è diametralmente opposta alla sua e a quella dei cattolici impegnati in politica. Candidarsi alle primarie - prosegue - non servirebbe a nulla, tranne che a dare forza ulteriore ad un partito che vuole mettere nei programmi di governo i matrimoni gay. L'unico contributo che può dare alla causa è uscire dal Pd e fare dura opposizione insieme a tutte le altre forze di ispirazione cristiana a tutti quei partiti di sinistra che vogliono mettere nei loro programmi questo tipo di unioni''.

Ma Fioroni non si scompone più di tanto per l'accerchiamento che sta subendo. E' da ore al centro dell'attenzione nazionale e, per restarci, ha ribadito la sua posizione. ''Ci sono tante priorità da mettere al centro del programma di governo - ha detto - e  i matrimoni gay non sono tra queste''. 

 
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