ANNO 16 n° 273
Fioroni e Udc: prove tecniche di accordo
La proposta dell'ex ministro al convegno Cisl. Assenti Egidi e Sposetti
30/10/2012 - 04:00

VITERBO – Per fotografare la giornata politica di ieri non occorreva essere a Palermo. Sarebbe bastato dare uno sguardo nell’Aula magna del Rettorato di Viterbo, dove alle 16 la Cisl ha invitato Giuseppe Fioroni (Pd) e Antonio De Poli (Udc) per parlare di “”Scuola e Pubblico Impiego. Un futuro possibile di coesione e sviluppo nel welfare””.

E i due non hanno certo nascosto la loro soddisfazione per il risultato siciliano. Dove, per intenderci, ha vinto l’alleanza tra Pd e Udc. Un’alleanza, si è detto per tutta la campagna elettorale, in una Regione-laboratorio che ha testato il feeling degli elettori rispetto all’accordo tra i partiti di Bersani e di Casini.

Esperimento riuscito, dunque, ed è stato proprio Fioroni a rilanciarlo a livello nazionale e perfino a livello locale.

A conclusione di un ragionamento articolato (“”un ragionamento a 360 gradi”” ha detto orgogliosa il segretario provinciale della Cisl, Rosita Pelecca) l’ex ministro viterbese ha tracciato la strada per le prossime politiche: “Occorre subito lavorare – ha spiegato – per costituire un soggetto politico di area moderata e riformista intorno a Monti””. E siccome è altamente improbabile che Fioroni pensi ad una compagine politica ex novo, la traduzione riporta all’alleanza del Pd con il centro moderato (Udc e, probabilmente, il Pdl che non si riconosce più in Berlusconi) anche per le Politiche. E non sarà stato forse un caso che ad ascoltare Fioroni c’erano anche il sindaco Marini e l’ex assessore Sabatini.

Ma il modello Sicilia, che di fatto ha liquidato Vendola e Di Pietroi, calzerebbe a pennello, sempre secondo Fioroni, anche per le comunali di Viterbo: “”Lo dico io – ha precisato con una battuta, riferendosi al tavolo dei relatori e probabilmente anche agli esponenti di Pd e Udc che erano in sala – e il vostro silenzio in questo caso non è un assenso, ma soltanto un segno di buona educazione verso me che parlo””.

Come dire: io la penso così e ora ve l’ho detto. Si vedrà.

Compiaciuti i volti di gran parte della folta delegazione Udc che proprio per quelle parole hanno aperto una conta interna al partito provinciale tesa a mettere Gigli in minoranza e a spianare la strada di Gianmaria Santucci, tra l’altro presente all’incontro, a candidato sindaco con l’appoggio del Pd.

Già, ma quale Pd? Certamente non quello di Egidi e di Sposetti, le cui assenze, come del resto quelle di Gigli e Romoli, sono state altrettanto pesanti e chiare come le parole di Fioroni. Così come chiara è stata la scelta della Cisl viterbese di ospitare De Poli e, come lo ha presentato testualmente il segretario Pelecca, “”Il nostro amico onorevole Giuseppe Fioroni””.

Da leader nazionale quale è, l’ex ministro ha poi parlato di sanità e di scuola. Si è detto contrario al mantenimento dei piccoli presidi ospedalieri “”che non servono a nessuno e che rubano alla sanità quanto la corruzione””. Ha quindi auspicato scelte radicali, anche perché “”La sanità – ha spiegato – non è soltanto costi, ma anche lavoro, ricerca, investimenti e prodotto interno loro per il paese””.

Sulla scuola, invece, definendo Profumo non come un cattivo ministro ma semplicemente come “”non vocato””, ha ribadito la sua contrarietà all’introduzione delle 24 ore per gli insegnanti e al concorso.

Infine il giudizio durissimo sulle Regioni: “”Gli abbiamo permesso di diventare le sedi di un neocentralismo regionale che ha sostituito il centralismo statale, ma senza avere controlli e verifiche””.

Il pensiero di Fioroni non traballa. Nonostante qualche minuto prima il segretario nazionale della Cisl Scuola, Francesco “”Ciccio”” Scrima, avesse affermato che l’Italia, come altri in Europa, è sotto osservazione e non ha più una sua autonomia perché ormai fa parte di un sistema che deve muoversi sincronicamente su parametri omogenei di politica, finanza ed economia.

In compenso, secondo il segretario Scrima le sfide di oggi le vinceranno “”i paesi che hanno materia grigia e non materie prime””. E in questo senso la tonalità di grigio di Fioroni è sembrata ancora brillante nonostante la proposta di rottamazione di Renzi. Ma quella è la “”campagna contro i capelli grigi””, un’altra cosa.

Insomma, in politica neanche il grigio significa per tutti la stessa cosa.

Certo, sono spariti i colori ma forse è il segno dei tempi.






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