

VITERBO – Appena pubblicato il nuovo Minidossier, a cura di Openpolis sull’indice di produttività parlamentare, e già c’è da tirare le orecchie ai rappresentanti viterbesi in aula: Giuseppe Fioroni e Ugo Sposetti, in coda a tutte le classifiche.
Gli esponenti del Partito Democratico, infatti, coprono alcune tra le posizioni più basse negli elenchi del rapporto sullo stato di produttività parlamentare della XVII legislatura. Giuseppe Fioroni, deputato a Montecitorio dal 1996 e Ministro della pubblica istruzione tra il 2006 e il 2008, oggi non sembra poi incidere così’ efficacemente nella legislatura italiana. Tra i 630 deputati totali che occupano i banchi di Montecitorio, il viterbese Fioroni occupa la 416esima posizione in termini di produttività: nella classifica regionale, invece, il 38esimo posto. Dopo di lui solo una manciata di altri nomi.
Male, malissimo, anche, il collega Ugo Sposetti, classe 1947, eletto senatore nel 2013 . Su un totale laziale di 27 senatori, arriva a sfiorare solamente la 21esima posizione, raggiungendo un indice di produttività pari al 64,97. La più virtuosa, al livello nazionale, la deputata Donatella Ferranti: per lei medaglia d’oro in Italia. Prima posizione in classifica e un indice che arriva a toccare i quasi 1000 punti.
Ma ciò cosa significa? Cosa influisce sul calcolo dell’efficienza? Nell’analizzare le attività del parlamento italiano sono molte le considerazioni da fare. La prima è che la produttività non è distribuita in maniera uniforme. Dei 950 parlamentari in carica, la stragrande maggioranza svolge un ruolo minimo nella produzione legislativa delle due camere. Ruolo che spesso si limita a una partecipazione assidua ai lavori dell’aula. Essere molto presenti, però, non basta ad avere un alto indice di produttività. L’elemento più influente è un altro: il ruolo o l’incarico dei singoli parlamentari. Non a caso, solamente chi nel corso degli anni ha presentato disegni di legge poi approvati in via definitiva, partecipando attivamente alle fasi di discussione e decisione, occupa oggi le posizioni più alte della classifica. Per tutti gli altri, una manciata di punti – le sole presenze ne fanno ottenere 200 - che li costringono ad essere fanalini di coda delle liste. Come i viterbesissimi rappresentanti Fioroni e Sposetti.
Una curiosità. Circa il 35% dei parlamentari ha totalizzato persino meno di 100 punti. Poche presenze in aula e minima partecipazione alle quasi 20.000 votazioni elettroniche di Montecitorio e oltre 16.000 di Palazzo Madama.
Ma allora, cari Fioroni e Sposetti, che fate in aula? Perché non seguite la Ferranti?