ANNO 16 n° 275
Fioroni a Renzi: ''Matteo, sostieni Letta''
Il deputato viterbese a tutto campo negli auguri natalizi alla sua corrente
15/12/2013 - 02:00

VITERBO – (roc) Giuseppe Fioroni non ha votato per Renzi e domenica scorsa il sindaco di Firenze è diventato segretario nazionale del Pd con una valanga di voti alle primarie.

Quelle tre o quattro persone che ancora non lo sapevano, lo hanno toccato con mano ieri sera al Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino dove Fioroni ha fatto i consueti auguri natalizi alla sua corrente in una sala decisamente meno piena rispetto al solito.

In compenso il deputato viterbese è stato omaggiato dalla presenza di Filippo Rossi, fresco elettore di Renzi, e del consigliere regionale Enrico Panunzi. “Con lui – ha detto Fioroni - litigo spesso quando parlo di politica ma gli va riconosciuto lo straordinario lavoro che sta facendo. Anche perché – ha aggiunto dando uno schiaffo a Parroncini – eravamo abituati a una tipologia di consiglieri regionali sospesa tra la terra e il cielo’’.

Presenti all’incontro, oltre ai segretari pensionati e scuola della Cisl, Mario Pietrella e Brunella Marconi, anche l’ex assessore Sandro Zucchi, l’ex candidato sindaco Francesco Maria Cordelli e gli attuali assessori Luisa Ciambella, Alvaro Ricci, Tonino Delli Iaconi e Maria Rita De Alexandris.

Chi (pochi) si è presentato puntuale ha dovuto aspettare un’ora prima che, alle 18, l’incontro iniziasse. Qualcuno non vedeva l’ora perché convinto che il capocorrente dettasse la nuova linea dopo l’esito delle primarie, visto che il risultato di Viterbo aveva destato più euforia tra qualche fioroniano che tra gli stessi renziani. ‘’Forse perché ha perso Fioroni e sperano di prenderne il posto’’ – ha sentenziato qualche maligno.

Altri invece si aspettavano bacchettate a destra e sinistra, Michelini e giunta compresi, mentre alcuni, probabilmente più lungimiranti, non si aspettavano nulla.

L’ex ministro è stato preceduto dall’intervento del sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini che ha cercato di spiegare un lavoro di ampio respiro parlando di recupero delle mura della città, di associazionismo e centro storico come motori della città e di ‘’Expo 2015 come occasione per essere presenti in maniera forte e identitaria, cercando di dirottare a Viterbo e nella Tuscia il turismo religioso, termale, culturale ed enogastronomico’’.

‘’Non ci dobbiamo vergognare di niente – ha poi detto Michelini - noi abbiamo tutti la faccia pulita e non ci nasconderemo neanche su quei problemi che sono responsabilità di altri. Noi – ha incalzato in un crescendo – opereremo sempre con serenità ma faremo il cambiamento che serve e lo faremo a testa alta’’.

E’ toccato poi a Fioroni toccare i temi dell’attualità nazionale. Nel nuovo vocabolario pubblico dell’ex ministro viterbese Renzi diventa Matteo. Ma non per questo non lo mette in guardia: ‘’Occorre resistere – dice infatti – alla tentazione dell’instabilità. Un governo a scadenza diventa subito scaduto e immediatamente scadente. Sarebbe come fare il gioco dei due populisti Grillo e Berlusconi’’.

Sul finanziamento pubblico ai partiti Fioroni è favorevole affinché ‘’ci sia un azionariato di milioni di persone altrimenti il partito diventa proprietà privata di cento persone che mettono capitali’’.

‘’Ho chiamato Matteo (Renzi, ndr) – annuncia il deputato – perché mercoledì prossimo presenterò una legge che, prevedendo di chiudere il Senato e di ridurre la Camera a 434 deputati, farà risparmiare un miliardo di euro in cinque anni’’.

Il discorso arriva alla legge elettorale dove Fioroni si dice pronto ad aderire al cosiddetto ‘’sindaco d’Italia’’, così caro al nuovo segretario del Pd, ma a condizione che i deputati siano scelti con le preferenze.

Ancora netta la posizione di Fioroni contro l’ipotesi di adesione del Pd a Partito socialista europeo: ‘’Non vorrei – dice – che Matteo (sempre Renzi, ndr) ora ci mette la sua faccia di moderato e poi ci porta al Pse. Io non ci sto’’.

E per spiegare che la sua posizione ‘’pesa’’ sferra un colpo da maestro: ‘’La contrarietà di adesione al Pse è stata firmata da 1700 amministratori del Pd, pensate che Alfano con 900 amministratori del Pdl ci ha fondato un partito’’. Matteo è avvisato.

Poi, tanto per far capire da che parte guarda, boccia senza appello l’alleanza con Sel: ‘’Tutti insieme, Tabacci compreso, – spiega – abbiamo preso meno di quanto prese Togliatti nel ’48. Perciò siamo chiamati a scegliere una coalizione che possa raccogliere almeno il 40 per cento’’.

Ora il Pd è a circa il 28 per cento e se il percorso sarà quello che ha in testa Fioroni, i prossimi mesi potrebbero riservare ancora sorprese e novità nella scomposizione e ricomposizione dei partiti.

Nell’ultima parte del suo intervento, prima degli auguri natalizi, il capocorrente viterbese ha detto la sua sulle priorità della giunta Michelini.

Il punto di partenza è la riqualificazione della città, iniziando dal recupero delle mura, ‘’anche se – ha ammesso Fioroni - io nel ’93-’94 non ci sono riuscito’’.

Come dire: ‘’La gente dà buoni consigli quando non può più dare cattivo esempio’’. Ma Faber non era un capocorrente e poteva anche sbagliare.

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