

di Roberto Pomi
Macchina di Santa Rosa all’Expo, ma l’ideatore di Fiore del Cielo Arturo Vittori è stato completamente ignorato. Il tutto a una manciata di settimane dall’inizio dell’esposizione internazionale. Il Comune di Viterbo non è obbligato a coinvolgerlo, ma la scelta parrebbe alquanto singolare.
Il sindaco Leonardo Michelini ha reso noto che si occuperà in prima persona del coordinamento dell’operazione e ha già dato mandato agli uffici di predisporre gli atti per l’affidamento entro il 20 marzo dei lavori di trasporto e montaggio del “campanile che cammina”. Nei giorni scorsi l’assessore delegato all’Expo Giacomo Barelli si è recato su suolo lombardo per un sopralluogo al padiglione Eataly, nel cui giardino dovrebbe essere collocata la Macchina.
In tutto questo lavoro Vittori è stato chiamato in causa soltanto per una riunione, un mese fa. Incontro dove gli è stato chiesto un parere sull’iniziativa ed è stato salutato con l’accordo che lo avrebbero ricontattato. Poi il nulla, tanto che lo stesso commenta così: ''Ho le mani legate. Non hanno nessun obbligo di coinvolgermi, è una questione di buon senso. Fiore del Cielo è un’opera d’arte che porta la mia firma e conosco meglio di chiunque altro. Ho anche in mente tutta una serie di azioni, perché credo che Viterbo debba giocarsi al meglio questa opportunità. Sono in attesa che mi contattino, ma i tempi stringono''.
Ma sulla vicenda della Macchina a Expo vengono fuori altri dettagli. A teorizzare e a lavorare di lima sull’operazione sarebbe stato l’architetto Giuseppina Gimma. Il professionista viterbese, proprietario di una rivista internazionale di arte e restauro, si sarebbe mossa dietro le quinte per costruire l’operazione. Solo in un secondo momento sarebbe entrato in gioco il Comune di Viterbo. A quanto ci risulta anche il demiurgo di questa avventura sarebbe scivolato nel dimenticatoio. Se da una parte c’è grande entusiasmo per la grande opportunità che sembra materializzarsi dall’altra le emarginazioni di Vittori, dell’architetto Gimma, pone delle perplessità.
Innanzitutto, vista l’importanza dell’operazione, il Comune di Viterbo dovrebbe rendere più trasparente tutta la cabina di regia dell’iniziativa. Chi se ne sta occupando? Quali e quante sono le figure professionali coinvolte? Perché Vittori non è nello staff? Chi meglio di lui potrebbe decidere gli accorgimenti del caso in tema di posizionamento della Macchina e illuminazione notturna? Chi meglio di lui saprebbe individuare i restauri necessari e le modifiche da apportare a Fiore del Cielo? Dal nostro punto di vista questo tenere al lato dell’azione il padre di Fiore del Cielo è una roba che non sta né in cielo né in terra. Speriamo in un ravvedimento dell’ultimo minuto, in perfetto stile viterbese.
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