ANNO 16 n° 273
Finto pellegrino smascherato sui blog
'Zeev Harel č un impostore'
23/06/2011 - 18:14

“Ma quale pellegrino, quale voto! Quell’uomo è un impostore”.

Questi toni della telefonata che abbiamo ricevuto qualche ora fa da un uomo che ha preferito rimanere anonimo, ma che ha detto di vivere in quel di Firenze.

F.P., nel suo sfogo, si riferiva a Zeev Harel, il sedicente pellegrino che, dopo aver percorso 14mila chilometri a piedi in quattordici mesi, qualche giorno fa ha raggiunto il capoluogo per onorare un voto.

“Non è affatto vero, quell’uomo ha truffato me, mia moglie e chissà quante altre persone”.

Basta fare un giro in Internet e, sotto il nome Zeev Harel, compare tutta la sua storia.

L’uomo, israeliano di origine, ha 45anni, una moglie di 35 di nome Manuela e quattro figli: Davide di 16 anni, Michele di 14 e due gemelle etiopi di 8 anni, adottate alcuni anni fa.

Dieci anni fa, al secondogenito venne diagnosticato un tumore al cervello. “Ha soltanto pochi mesi di vita”, il referto di uno staff medico statunitense. Quindi il voto di Harel e la promessa che, se Michele fosse guarito, avrebbe percorso la via Francigena a piedi, visitando i principali santuari per rendere grazia a Dio.

Non avrebbe utilizzato carta di credito, né portato soldi con sé. Solo un paio di scarpe, uno zaino con il minimo indispensabile per accamparsi, e il suo amico a quattro zampe Leo.

“Da 10 anni Michele sta bene – si legge su diversi blog che riportano le interviste rilasciate da Harel – ed io sto pagando il mio voto. In qualche modo avrei dovuto ripagare Dio per questo miracolo”.

E così, partito da Gerusalemme il 6 febbraio del 2010, mercoledì 15 giugno era arrivato al Museo del Colle del Duomo, dopo aver percorso il cammino di Santiago di Compostela in Spagna, la Francia e l’Italia.

Questa la versione bella della storia, quella che Harel ha voluto portare all’attenzione delle cronache. Ma poi c’è anche quella brutta, secondo cui l’israeliano non sarebbe altro che un impostore, capace di approfittarsi senza scrupoli delle anime pie che gli danno ospitalità. Ed è per mettere in guardia altre famiglie che potrebbero cadere nella trappola, che il signor F.P. ha contattato la nostra redazione.

“Ha bussato alla porta di casa mia e, insieme a mia moglie, abbiamo deciso di ospitarlo per quindici giorni”, ha raccontato il fiorentino. “Siamo rimasti colpiti dalla sua storia e non abbiamo avuto remore ad accoglierlo in casa nostra. Poi, quando è ripartito, siamo rimasti in contatto con lui: lo abbiamo chiamato diverse volte per telefono; diceva di stare bene e che stava proseguendo il suo cammino”. Fino al giorno dell’incidente (fantomatico). “Ci ha raccontato – ha spiegato F.P. – che aveva raggiunto Vetralla, ma che sarebbe dovuto ripartire perché sua moglie aveva avuto un brutto incidente stradale. E da lì i contatti sono cessati”.

Il fiorentino ha cercato di mettersi in contatto con lui più e più volte, “ma il suo telefono cellulare è sempre spento”.

Così F.P. ha fatto una ricerca sul Web e ha trovato un blog francese (il cui indirizzo è  http://marcheurs.blog.pelerin.info/temoignage - e per fortuna che c’è la traduzione automatica!) dove Harel viene smascherato da altre persone che lo hanno accolto in casa.

“Purtroppo ho attraversato il percorso del signor Harel, un bugiardo patologico e un ladro”, scrive Fiorentini il 12 novembre 2010. E ancora Gautron il 18 marzo 2011: “Mr Zeev Harel, dopo essere stato ospite a casa mia per quindici giorni, mi ha rubato bigiotteria, argento, ect….”. Il 7 maggio 2011 Giorgio scrive: “A gennaio ho incontrato Harel sulla strada per Santiago Jaca in Spagna. Qualche giorno dopo mi ha chiamato in lacrime disperato perché sua moglie era entrata in coma dopo un incidente e gli servivano i soldi per tornare a Tolosa. Purtroppo ho ascoltato il mio cuore e l’ho aiutato dandogli molto denaro che avrebbe dovuto restituirmi. E invece è sparito”.

Lo stesso identico tranello strappalacrime usato con il signore che ci ha contatto.

Stando a quanto circola adesso sui blog pare che Harel, più che essere un pellegrino devoto, faccia parte delle Coquillards, termine che nel Medioevo indicava i falsi pellegrini di San Giacomo. “Confraternita che spesso nascondeva veri delinquenti”, narrano alcune cronache storiche.  

Margot   






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