

VITERBO - Associazioni culturali sulla carta, veri e propri ristoranti con sale da ballo, nei fatti, scattano due denunce, una Viterbo e una in provincia. Nell’ambito delle attività volte a contrastare l’evasione fiscale, militari della Compagnia di Viterbo, sotto il coordinamento del Comando Provinciale, hanno esaminato la posizione di due soggetti che, avvalendosi delle agevolazioni previste per la associazioni culturali, operavano sul territorio, in totale evasione delle imposte.
A seguito di una serie di accertamenti scattati nei mesi scorsi, sono state avviate due attività di verifica nei confronti di due locali che avrebbero svolto appunto l’attività di pubblico esercizio avvalendosi della ragione sociale di “Associazione” e, quindi, senza scopo di lucro. I locali, piuttosto noti, operanti dalla fine del 2012, uno nel capoluogo e uno in provincia, frequentati soprattutto nelle ore notturne e nei fine settimana, offrivano servizi di ristorazione, bar, spettacoli e serate danzanti, non solo ai propri associati, come previsto dalla normativa vigente, ma praticamente a tutti i clienti.
L’attività si è conclusa con la denuncia alla locale Autorità giudiziaria del responsabile di una delle attività per violazioni inerenti le autorizzazioni di agibilità del locale, la contestazione di 12 lavoratori irregolari (totalmente “a nero”), la constatazione di ricavi non contabilizzati per circa 40mila euro e la contestazione di numerosi illeciti amministrativi che riguardano la somministrazione degli alcoolici e pasti senza le prescritte autorizzazioni.
Questo sistema di frode, oltre a nuocere alla comunità, come conseguenza dell’evasione delle imposte, costituisce sicuro danneggiamento nei confronti degli altri operatori commerciali che svolgono il loro lavoro nel rispetto delle regole.