ANNO 16 n° 273
''Fino a che punto vale la pena soffrire lo può decidere solo il malato''
L'appello di Gentili a Di Maio e Salvini
04/10/2018 - 07:08

TARQUINIA - ''L'unica persona che può decidere se la vita è vita e fino a che punto vale la pena di soffrire è il malato stesso''.

Marco Gentili, ex consigliere comunale di Tarquinia e co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, lancia un appello ai vicepremier Di Maio e Salvini affinché lascino il Parlamento libero di legiferare sull'eutanasia.

In una video intervista al Corriere della Sera il ragazzo racconta la sua storia, segnata dalla sclerosi laterale amiotrofica famigliare, e la battaglia che da anni porta avanti per i diritti dei disabili e per la libertà di ricerca scientifica.

L'occasione è la presentazione del XV congresso dell'associazione Luca Coscioni che si terrà all'Università degli studi di Milano dal 5 al 7 ottobre.

''La mia storia e quella dei malati come me è una corsa contro il tempo. La malattia contro la ricerca – racconta Marco Gentili alla giornalista attraverso l'ausilio di una tastiera e di un sintetizzatore vocale – Ogni rallentamento inutile può costare la vita. Proprio per questo nel 2008 mi sono avvicinato all'associazione Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Mi auguro che le generazioni future abbiano maggiori possibilità di scoprire per tempo e porre rimedio se è possibile a ciò che nessuno vorrebbe dover subire''.

L'Italia è 26esima nella classifica mondiale per la libertà di scelta e di autodeterminazione. Secondo Gentili nel nostro Paese manca ''un parlamento che legiferi per il benessere dei cittadini senza influenze di ideologie clericali. Il metodo scientifico non serve solo ai malati ma anche a difendere la democrazia'', dice il ragazzo.

Nel programma del nuovo governo gialloverde sembra non esserci spazio per i temi etici. ''Le libertà civili, mi piace chiamarle così, sono scomode, spaccano i partiti e le coalizioni perché interpellano le coscienze'', sostiene Gentili. ''Così, nonostante tutti possono essere colpiti dalle conseguenze delle proibizioni, in parlamento ne parlano solo quando sono costretti dal coraggio delle persone che ci mettono la faccia come Coscioni, Welby e Dj Fabo''.

Marco ha condiviso la scelta del suicidio assistito fatta da Dj Fabo ''perché era la sua scelta. Credo che sia stata più che meditata, articolata e spiegata. L'unica persona che può decidere se la vita è vita e fino a che punto vale la pena di soffrire è il malato stesso''. 

''Tu ci hai mai pensato?'', gli chiede la giornalista. ''Si – risponde –, ma non credo che sia ancora arrivato il momento per questa''.

Il co-presidente dell'associazione Luca Coscioni manda infine un messaggio a Di Maio e Salvini: ''A loro chiedo soltanto di lasciare il parlamento libero di discutere le leggi di iniziativa popolare su eutanasia e cannabis che attendono di essere discusse. Ai parlamentari, a ciascuno e ciascuna di loro, non importa se di maggioranza o di opposizione, chiedo di assumersi la responsabilità di decidere secondo coscienza. Alla ministra della Salute Giulia Grillo chiedo di emanare un decreto legge urgente che destini gli embrioni non idonei per una gravidanza alla ricerca scientifica contro malattie un tempo incurabili come la perdità della vista dovuta all'anzianità, il parkinson e il diabete. E invito tutti – conclude – al nostro XV congresso''.






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