ANNO 16 n° 273
Fini: ''L'Europa terrorizzata dal ritorno
di Silvio Berlusconi''
Il presidente della Camera a Viterbo
31/01/2013 - 04:00

VITERBO – ''Un eventuale ritorno di Berlusconi al governo, sebbene altamente improbabile, fa inorridire l'Europa, perché i leader europei lo hanno conosciuto e quindi lo evitano''. E solo uno degli affondi contro il leader del Pdl lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini nel corso di un incontro con i militanti del Fli, tenuto ieri sera al Gran Caffè Schenardi, al termine del quale si è spostato a Bagnaia per la presentazione dei candidati alla politiche e alle regionali.

E gli altri non sono stati da meno: ''Berlusconi – ha detto - ha fatto vivere al Parlamento italiano una delle pagine più nere della sua storia, quanto ha fatto votare una mozione che chiedeva di spostare il processo Ruby da Milano al tribunale dei ministri, perché aveva detto alla questura che la ragazza fermata per furto era la nipote di Mubarak, quindi il suo intervento per farla liberare era dettato da interessi nazionali''. E ancora: ''Berlusconi voleva essere il padrone del Pdl, voleva comandare solo lui. O ti allineavi o venivi cacciato, proprio come è accaduto a noi''.

La conclusione è stata conseguente: ''Aveva ragione Intro Montanelli quando scriveva che Berlusconi avrebbe sputtanato la destra italiana per 20 anni. Ci è riuscito davvero''.

Il presidente della Camera non ha risparmiato una stoccata anche ai fuoriusciti dal Pdl che hanno dato vita a Fratelli d'Italia, quasi tutti ex An. ''Prendo atto con piacere che alcuni personaggi con cui ho condiviso anni di lotta politica – ha detto - si siano resi conto che non è più possibile rimanere del partito dominato da Berlusconi. La loro, però, è la politica del vorrei ma non posso, visto che sono rimasti in coalizione col Pdl''.

Dopo gli attacchi a testa bassa a Berlusconi e alleati, Fini ha parlato del programma della coalizione costruita insieme all'Udc intorno al premier uscente Mario Monti: dal sostegno alle piccole e medie imprese alla necessita di mettere e mantenere in ordine i conti dello Stato, ''evitando che il Paese cada nell'emergenza sociale''; dalla lotta alla disoccupazione, soprattutto giovanile, al sostegno alla ricerca e all'innovazione delle imprese.

Per quanto riguarda il possibile ''pareggio'' al Senato, che renderebbe ingovernabile il Paese senza un'alleanza con il centrosinistra di Bersani che, anche secondo gli ultimi sondaggi, è ampiamente in testa alla Camera, Fini ha detto: ''Non è più tempo di dire ci alleiamo con Bersani o con Berlusconi. Ci potremmo alleare per realizzare i punti programmatici che condividiamo, chiunque li proponga. Se non dovesse risultare possibile non ci resterebbe che ridare la parola agli elettori, perché noi non saremo disponibili a fare da stampella né al centrosinistra né al centrodestra. Il Paese – ha aggiunto – ha bisogno di alcuni interventi improcrastinabili, non dell'ennesimo libro dei sogni che sta dominando la campagna elettorale''.






Facebook Twitter Rss