

VITERBO - Erinna ha i requisiti. È stato finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità il progetto di Erinna per l’apertura di una casa rifugio.
''È una grande soddisfazione - si legge nella nota - . Anni di impegno, anni difficili, l’ultimo periodo particolarmente critico non hanno destabilizzato la tenacia delle socie di Erinna e delle donne che a vario titolo sono vicine all’associazione e al Centro antiviolenza.
Ecco raggiunto il grande risultato. Per due anni Erinna avrà la disponibilità economica di gestire la casa rifugio, seppur con delle incertezze per la complessità dell’impegno, Erinna non poteva non cogliere questa occasione.
Vogliamo ringraziare il sindaco Bengasi Battisti e la sua amministrazione per essersi fatti garante di Erinna facilitando il superamento delle pastoie burocratiche, il sindaco Mauro Mazzola e la sua amministrazione che ci hanno consentito di formare, in tempi più che utili, nuove volontarie, Viterbo con Amore che con la sua donazione ci ha permesso permette di mantenere il Centro antiviolenza per il 2013 traghettandoci verso il progetto che ci darà stabilità per due anni. non dimentichiamo l’assessore Gianmaria Santucci che ha avuto un ruolo importante affinché Erinna rientrasse dei finanziamenti regionali pregressi. Unindustria che col suo contributo annuale ci consente di poter offrire una consulenza psicologica alle donne in difficoltà. La fondazione Carivit che ha accettato di sostenere per il primo anno una parte del progetto relativa ai minori ospiti nella casa rifugio. L’associazione “Ivan Rossi” di Civita Castellana il cui contributo è stato prezioso per costituire la parte di cofinanziamento del progetto.Tutte e tutti coloro che hanno recitato, suonato, ballato e cantato per noi''.
''E da qui un appello per aiutarci ad arrivare alla fine del progetto, a mantenere il centro antiviolenza che è lo sbarramento alla violenza e offre la possibilità di uscirne, poi per le situazioni a rischio c’è la casa rifugio.
Che cos’è una casa rifugio: è un luogo riservato a donne che hanno deciso di uscire dalla violenza. La nostra è un luogo che ospiterà al massimo 6 donne o 4 se hanno con sé figli/e. La donna che entra nella casa può progettare la vita futura. I minori sono seguiti per la scuola e le diverse esigenze e bisogni. Le attività sono svolte in relazione con tutte le risorse che il territorio mette a disposizione.
Le donne ospiti provengono, prevalentemente, da altre regioni o province per ovvi motivi di sicurezza. La casa è a indirizzo segreto, il luogo sarà a conoscenza solo delle Forze dell’Ordine''.