ANNO 16 n° 272
''Finanziamenti Pnrr, il piano borghi va azzerato''
Critiche dall'Uncem: ''E' un piano lotteria ed esaspera i municipalismi''
28/02/2022 - 06:50

VITERBO - Per Uncem, l'Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani, il Piano dei borghi previsto dal Pnrr ''è un piano-lotteria da azzerare''. E anche la parola 'borghi' ''per Uncem non esiste più», perché rimanda a ''cose che in astratto non sono l'Italia vera''. Si è espresso così il presidente nazionale Uncem Marco Bussone, a proposito del Piano nazionale borghi, promosso dal Ministero della Cultura, e finanziato dai fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il Piano dei borghi comprende uno stanziamento di un miliardo, tra i fondi del Pnrr, per il rilancio di 250 borghi italiani. Il piano si articolandosi in due linee di azione: la linea A, con 420 milioni di euro destinati a progetti per la rigenerazione culturale, sociale ed economica di 21 borghi a rischio abbandono o abbandonati, individuati da regioni e province autonome. La linea B, con 580 milioni di euro indirizzati a progetti locali di rigenerazione culturale di almeno 229 borghi storici.

Ma per il presidente dell’Uncem si tratta di ''un piano-lotteria da azzerare'' che vede i comuni schiacciati ''tra società che cercano speculazione e acquisti facili di case abbandonate nei borghi, assistenze tecniche che arrivano da mezz'Europa e finanza che con cacciatori di progetti corteggia i comuni e i sindaci''.

I sindaci, ha spiegato Bussone ''sono assediati da proposte di supporto. E sono tutti contro tutti''. Questo dà vita a una ''situazione dannosa e pericolosa'', perché pone i territori ''in balia di acquirenti facili e speculatori''. L’Uncem è molto critica nei confronti del ministero della Cultura, perché ''non sembra capire e bloccare'' questo stato di cose. Bussone ha anche denunciato l’esasperazione dei municipalismi creata dai bandi del Pnrr: ''Tutti contro tutti. Alla ricerca di denaro, da restituire a Bruxelles, che non siamo certi darà soluzioni vere alle sperequazioni dell'Italia''. E ha lanciato un appello al governo: ''Chigi e i ministeri ascoltino il grido disperato dei sindaci dei comuni''.






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