



CIVITA CASTELLANA - In tempi normali quello di oggi sarebbe stato l'evento più atteso dell'anno: l'arrivo de 'O Puccio' in piazza Matteotti che avrebbe ufficialmente inaugurato il Carnevale tra canti e balli. Tuttavia, anche in tempo di pandemia, nella città della ceramica (e del carnevale) si è deciso di rinnovare il tradizionale saluto a 'O Puccio', inaugurando l'evento con una breve diretta social, stasera alle 17.
Il fantoccio di cartapesta, che rimarrà al centro della piazza fino al martedi grasso è stato realizzato dal gruppo Charlie.
“Siamo onorati di aver avuto la possibilità di realizzare il nostro amato Puccio – commenta Marco Pegoraro, capogruppo del Gruppo Charlie -. Quando il Comune ci ha affidato l’incarico, ci siamo messi subito all’opera e in 10 giorni lo abbiamo terminato. L’inaugurazione del Puccio è un evento semplice, ma a Civita è molto sentito, per questo spero che piaccia a tutti”, ha infine concluso.
Oggi entra ufficialmente il carnavale
Per i carnevalari più accaniti l'orologio si è fermato al 2020, anno dell'ultima, rimpianta, sfilata. Perchè per i civitonici il carnevale è sentimento e tradizione. Nella giornata di oggi, infatti, mentre i bambini si mascheravano per raggiungere la piazza, le nonne o le zie erano solite mettersi ai fornelli per preparare i frittelloni, il piatto tipico della festività. Festività che aleggiava nell'aria e portava buon umore. In giro non si cominciava a parlare di altro, ovunque, in ogni angolo della città si rincorreva la domanda:'da che ti mascheri quest'anno?' e via con le conversazioni più frivole.
A Civita il carnevale è un sentimento viscerale, è spirito d'iniziativa e collaborazione, è una corsa per accaparrarsi il gingillo perfetto da aggiungere al vestito, è lo studio dell'abito fin nei minimi dettagli. E' riconoscere il tuo stimatissimo vicino di casa in autoreggenti e tacchi a spillo che ti saluta da lontano; è stringere nuove amicizie o condividere un bicchiere insieme ad un amico che non vedi da una vita, ma guai a saltare la prima domenica di sfilata. Il carnevale è tutto e il contrario di tutto. E anche quest'anno, purtroppo, resterà una chimera, un sogno vano, un'ipotesi irrealizzabile, per i motivi che ormai tristemente conosciamo.
'Nel nostro gruppo abbiamo raggiunto un'amicizia speciale - è il commento di Luca Rita, fondatore e creatore di carri allegorici del Gruppo Jamaicano -.Questo periodo ci sta penalizzando in primis per questo, non trascorrere giornate intere a ridere e scherzare al capannone. Lì ci vivevamo 300 giorni l'anno e fa male sapere che per il secondo anno consecutivo non si farà il carnevale, cosa che penalizzerà anche l'indotto come mercerie, ferramenta e soprattutto le sartorie locali'.
Al rammarico del giovane carnevalaro, fa eco anche Cinzia Frezza, altra protagonista immancabile che sul carnevale commenta con ironia:' è un sentimento che va oltre la passione. La sera prima della sfilata sei alle stelle, i soliti gesti abitudinari, cena a casa, non si esce, gli ultimi ritocchi e l'adrelina che inizia a salire'.
'La mattina ti svegli e la prima cosa che fai è quella di affacciarti alla finestra per vedere che tempo fa, poi giri per casa come un fantasma perchè la tua mente è già fuori dove senti la musica, fino al fatidico momento in cui ti ricongiungi col gruppo e iniziano le danze'.
E' tutto un fermento e uno stato d'animo sospeso che, però, come aggiunge Luca Rita, ha anche un risvolto negativo: 'questo stato di fermo ci sta penalizzando molto anche dal punto di vista economico - ha sottolineato - in quanto continuiamo a pagare gli affitti dei capannoni senza aver nessun ritorno economico, non avendo ne'premi ne' sponsorizzazioni. Viviamo comunque con la speranza che da un giorno all'altro finisca questo periodo e tutti noi civitonici possiamo ricominciare a condividere le nostre passioni in piena libertà, compreso il nostro amato carnevale civitonico'.