

Sale a 12 il numero delle vittime e due al momento i feriti dell'attentato suicida a Kabul secondo quanto riferito dai funzionari della sicurezza. Tra loro anche nove addetti di una società estera. Alla base del gesto sempre le proteste per il film anti-Islam.
Hashmat Stanekzai, portavoce della polizia di Kabul ha confermato all'ANSA che si tratta di un attentato suicida avvenuto lungo una strada che porta all'aeroporto di Kabul. 'Nove addetti di una società estera e tre civili sono stati uccisi mentre due guardie del corpo sono rimaste ferite nell'attacco', ha detto. Non è ancora nota la nazionalità delle vittime. Haroon Zarghon, portavoce del gruppo di ribelli ha detto ai media che l'attacco era la vendetta per il film anti Islam nel quale il Profeta Muhammad viene insultato.
DA TERZI FERMA CONDANNA - 'Condanno nel modo più fermo questo attentato a Kabul, così come tutti gli altri attentati di questi giorni, a cominciare da quello che è costato la vita a un validissimo, valorosissimo, grande diplomatico, l'ambasciatore statunitense Chris Stevens' rimasto ucciso durante l'attaco dell'11 settembre scorso al consolato Usa di Bengasi, in Libia: lo ha detto oggi a Uno Mattina il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, riferendosi all'attentato di questa mattina nella capitale afghana.
'Le nostre ambasciate sono in una situazione sicura', comunque, ha aggiunto il ministro, 'esercitiamo la massima sorveglianza'. 'Le nostre ambasciate, abbiamo fatto una verifica questa mattina nei venti principali Paesi interessati da possibili reazioni al famoso film, sono in una situazione sicura', ha detto Terzi. 'Abbiamo preso tutte le misure necessarie richieste da quello che è avvenuto in questi giorni e non abbiamo motivi di temere direttamente manifestazioni o atti di violenza, così come non abbiamo motivi di ritenere che siano in una situazione di pericolo i numerosissimi connnazionali, le imprese, che operano in questi Paesi', ha aggiunto il ministro. 'Naturalmente, esercitiamo la massima vigilanza - ha tenuto a sottolineare -. E' una situazione nella quale è richiesto da parte di tutti sia senso di responsabilità nel relazionarci con l'Islam politico a livello di Paese e a livello di governo ma anche a livello individuale e come organi di informazione, ma anche la massima resposabilità nell'esercitare una vigilanza sulla nostra sicurezza e sulla sicurezza di tutti gli uffici statali e non'.
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