

di Alessandra Pinna
VITERBO - ''Sei un traditore, sei un traditore'': questa la frase urlata da Gianluca Iannone, fondatore e presidente del movimento neofascista CasaPound, prima di sferrare un pugno che, l'altra notte, ha fatto stramazzare al suolo Filippo Rossi, direttore del quotidiano online ''Il futurista'', ideatore e animatore di Caffeina Coltura.
Il giornalista, con l’occhio sinistro vistosamente tumefatto, dopo una notte insonne, passata tra al pronto soccorso dell’ospedale cittadino e la questura, è di nuovo immerso nella preparazione della serata finale di Caffeina.
''Ma non riesco a togliermi dalla mente quanto è avvenuto l'altra notte – racconta -, sono stati momenti difficili, soprattutto perché nella segreteria della manifestazione c’erano moltissimi volontari, ragazze e ragazzi che hanno assistito atterriti a quanto stava accadendo''.
Ad avviso di Rossi, quello di Iannone e del manipolo che lo accompagnava è stato un gesto premeditato, ''una sorta di spedizione punitiva'' che gli sta facendo insorgere dei timori per quanto potrebbe succedergli in futuro. ''Con certa gente non si può mai sapere'' dice.
Alla domanda su quali potrebbero essere le ragioni dell’aggressione da parte di CasaPound Rossi risponde: ''Credo che volessero punirmi per le critiche che ho rivolto al movimento sui social network dopo l’assassinio di due immigrati senegalesi e il ferimento di altri quattro avvenuti a Firenze lo scorso dicembre, compiuti da un militante di CasaPound che si è poi suicidato. Il fatto che l’aggressione sia avvenuta cinque mesi dopo le polemiche dimostra che la loro è stata una reazione a freddo, quindi ancora più pericolosa''.
Rossi precisa poi di conoscere marginalmente Iannone: ''Avrò scambiato con lui trenta parole – spiega -, anche se ho presentato un mio libro nella loro sede romana''.
Infine, la ricostruzione dell’aggressione: ''Intorno all’1,20 – racconta – ho ricevuto la telefonata da un uomo che si è presentato come Gianluca chiedendomi di incontrarmi . Non mi ha nemmeno sfiorato l’idea che potesse trattarsi di Iannone, ho pensato che fosse una delle tantissime persone che mi cercano in questi giorni convulsi di Caffeina e gli ho detto dove mi trovavo. Mentre mi recavo a piedi nella segreteria me lo sono trovato davanti. 'Mi riconosci?', mi ha chiesto. Io ho risposto di sì e siamo entrati nella sede. Dopo pochi secondi di dialogo ha cominciato a darmi del traditore e mi ha colpito con un pugno all’occhio sinistro. Mentre ero a terra sono stato raggiunto da un calcio al fianco sferrato da uno dei tre-quattro giovani che lo accompagnavano''.
Rossi ricorda poi di aver temuto per i giovani volontari di Caffeina che si trovano con lui: ''Alcuni - sottolinea– avrebbero voluto reagire, ma siamo riusciti a dissuaderli. Intanto Iannone e gli altri si sono allontanati. Noi ci siamo chiusi dentro la sede e abbiamo chiamato la polizia''.
''Se mi avessero incontrato solo, nel tragitto tra il ristorante dove mi trovavo con alcuni ospiti di Caffeina e la sede della segreteria – conclude il direttore del 'Futurista' – non so cosa avrebbe potuto accadermi. Comunque, questa sera (ieri sera, per chi legge, ndr) concluderemo come previsto la manifestazione. Alle 10,30 racconterò l’accaduto pubblicamente, nell’Arena del Paradosso. Non ci faremo fermare da una scheggia impazzita di una politica morta e sepolta qual è CasaPound''.