ANNO 16 n° 84
Filippo Rossi tenta il rilancio di Viterbo, ma i social non perdonano: 'E i debiti di Caffeina?'
Il momento di costruire si scontra con il muro della sfiducia popolare e le ombre del passato
25/03/2026 - 07:05

VITERBO - È il momento di costruire, non più di aspettare'. Con queste parole, Filippo Rossi prova a scuotere il panorama politico locale, lanciando un appello alla città per un nuovo progetto di rinascita. Ma se l’intento di Rossi era quello di accendere la scintilla dell'entusiasmo, il risultato ottenuto sui social è stato piuttosto un incendio di polemiche.

Il fondatore di Caffeina, che per anni ha legato il suo nome ai grandi eventi della città dei Papi, sembra voler voltare pagina e proporsi nuovamente come motore del cambiamento. Tuttavia, la memoria dei viterbesi appare più lunga e meno indulgente del previsto.

Nell'articolo che ha dato il via alla bufera, Rossi parla di una Viterbo che deve smettere di stare alla finestra. Eppure, appena il link ha raggiunto le bacheche Facebook e i gruppi cittadini, la reazione degli utenti è stata immediata e quasi unanime nel segno della sfiducia.

Il 'massacro' virtuale non ha risparmiato colpi, andando a toccare i nervi scoperti della gestione passata, in particolare l'eredità lasciata dal festival Caffeina.

I commenti spaziano dall'ironia amara alla rabbia aperta. C’è chi liquida la proposta con un secco 'Speriamo di no', e chi, più drastico, minaccia rotture diplomatiche con chiunque decida di sostenerlo:

'Se veramente candidate a lui... ti giuro che ti levo il saluto a vita... A sto punto mi candido io guarda!'

Il tema più ricorrente resta però quello economico e gestionale nei confronti di Caffeina,  aleggia su ogni riga:

  • 'Ma i debiti di Caffeina li ha pagati?' chiede un utente senza troppi giri di parole.

  • Un altro rincara la dose: 'La faccia come il c*, dopo Caffeina pensavo avesse espatriato'**.

Non mancano i riferimenti al clima politico generale, con chi paragona l'audacia di Rossi ai fenomeni populisti d'oltreoceano: 'Questa è troppo, pure all'epoca del trumpismo!'.

Il sentimento comune sembra essere quello di chi non ha dimenticato i passi falsi degli anni scorsi. 'I danni ne ha fatti tanti. Puoi solo che continuare a farne', sentenzia un altro commentatore, chiudendo virtualmente la porta a qualsiasi ipotesi di ritorno in auge.

Rossi parla di 'costruire', ma la sensazione è che prima di gettare le basi per il futuro, la città chieda ancora conto delle macerie del passato. Per Filippo Rossi, la strada verso il rilancio sembra essere tutta in salita, e lastricata di critiche pesantissime.






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