ANNO 16 n° 274
Filippo Rossi presenta ''Viva Viterbo''
''Alla larga dai vecchi e inutili partiti''
Il 21 marzo l'apertura della campagna elettorale con l'iniziativa ''Primavera Civica''
08/03/2013 - 04:00

VITERBO – Ormai è di moda il ''civico'' e anche chi, come il deus ex machina di Caffeina Filippo Rossi, nei partiti (di destra) ci ha sempre vissuto, tanto da aver transumato da An al Fli di Gianfranco Fini, per finire nella Scelta Civica di Mario Monti, si è piegato alle esigenze del mercato elettorale. Ieri sera ha presentato la sua candidatura a sindaco di Viterbo con lo slogan ''Primavera civica'' e, manco a dirlo, la lista che capeggerà sarà civica e si chiamerà ''Viva Viterbo''.

La gestione di tutto, dalla definizione del programma alla formazione delle liste e la stessa campagna elettorale sarà curata da un'associazione culturale, alla quale ci si potrà iscrivere versando 50 euro. Il battesimo ufficiale verrà celebrato il prossimo 21 marzo al Teatro del Genio, con un incontro definito ''d’idee, musica, parole, immagini e programmi per il futuro di Viterbo''. E si chiamerà ''Primavera civica''. Anche nella forma organizzativa Rossi e la coordinatrice di ''Viva Viterbo'', Maria Rita De Alexandris, hanno così voluto marcare la distanza dai partiti e, addirittura, dai movimenti. Più grillini dei grillini.

Rossi ha anche distribuito sberle a Leonardo Michelini, candidato sindaco del movimento ''Oltre le mura'', alleato con il centrosinistra, e a Chiara Frontini, ex assessore della giunta Marini, fondatrice dell'ennesima iniziativa civica: ''Viterbo 2020''. Ha definito Michelini ''un illuso''. Perché? ''Perché chi da vita a una lista civica e poi entra nel carnaio dei vecchi partiti dovrà per forza accettare le loro regole. E una lista civica che accetta i dettami dei vecchi partiti non ha nulla di civico''. Della Frontini ha rigettato l'idea di indire le primarie civiche. ''Non servono – ha sostenuto - perché non esistono regole certe. Inoltre, noi potremmo portare a votare al massimo 1.800 – 2000 persone. Sarebbero state delle primarie di minoranza. Quindi inutili. Le vere primarie – ha sostenuto – sono il primo turno, al quale partecipato tutti i cittadini''.

Per quanto riguarda il programma, Rossi ha spiegato che è ''in via di definizione e verrà sviluppato attraverso la partecipazione''. I punti cardine saranno ''la cultura, l’università, il centro storico, le frazioni, le periferie, lo sviluppo turistico e il museo del conclave''. Alzi la mano chi conosce un programma elettorale che, da almeno 7 lustri in qua, che non abbia previsto esattamente le identiche cose.

Top secret la composizione della lista. Unica eccezione per Alfonso Antoniozzi, il cantante lirico e regista che vive da anni a Londra. E quindi conosce a menadito le problematiche della città. In caso di vittoria, Rossi gli vorrebbe assegnare l’assessorato alla Cultura.






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