

VITERBO – Stavano per ''punire'' con un coltello un giovane ancora minorenne per motivi di gelosia ma quattro giustizieri sono stati interrotti dall’intervento tempestivo della polizia. La ''spedizione punitiva'' si è conclusa con un arresto per sequestro di persona in concorso, minaccia aggravata, porto abusivo di coltello, lesioni alla vittima e tre denunce per aver concorso nel sequestro.
E’ accaduto nel tardo pomeriggio di ieri, 3 aprile, in piazza Dante, nel centro di Viterbo, quando i protagonisti hanno fatto salire in macchina un minorenne minacciandolo con un coltello puntato alla gola. Grazie alla segnalazione di alcuni testimoni al 113 sono subito scattate le ricerche dell’auto che, in brevissimo tempo, è stata individuata in piazza Martiri d’Ungheria con i quattro a bordo. La vittima era stata fatta scendere pochi metri prima, forse perchè intimoriti dalle sirene delle volanti in arrivo.
I quattro giustizieri, tra cui B.D., 23enne, già noto in questura, avevano deciso di punire la vittima per motivi di gelosia, riconducibili ad una relazione con una ragazza ''contesa''. A seguito della perquisizione della vettura sono stati ritrovati due coltellini appartenenti al proprietario del mezzo e, in un cespuglio poco distante, è stato trovato anche il coltello ''a farfalla'' utilizzato per minacciare il giovane che era stato gettato poco prima dell'arrivo della polizia.
In questura è stata poi ricostruita l’intera vicenda con la vittima e i testimoni che avevano avvertito la polizia e si è conclusa con l’arresto del giovane che aveva condotto a forza il minorenne a salire sul veicolo e con la denuncia in stato di libertà degli altri tre ''colleghi''.
L’arrestato, B.D., è stato ritenuto responsabile dei reati di sequestro di persona, minaccia aggravata, porto di coltello e lesioni in danno alla vittima, alla quale aveva morso un orecchio durante il tragitto in auto provocandogli ferite guaribili in 4 giorni. Ora si trova agli arresti domiciliari in attesa della convalida dell’arresto. Gli altri tre, invece, sono stati deferiti alla Procura di Viterbo per concorso nel sequestro.