

Due incontri frizzanti quelli presentati sabato sera sul palco di piazza del Gesù all'interno del festival di cultura digitale di Medioera. Entrambi hanno visto come protagonisti professionisti viterbesi di diversi settori.
Il primo, sulla fiction, è stato moderato da Cristina Pallotta. Sono intervenuti il giornalista Pietro Bevilacqua e l'attore Pier Maria Cecchini, entrambi viterbesi doc che hanno raccontato il loro ruolo all'interno del mondo della televisione.
“Ho recitato molti anni fa in “Stazione di servizio” – ricorda Cecchini – la prima serie italiana a puntate. E' stata una bellissima esperienza e credo che in un certo senso sia riuscita ad educare gli italiani a questo nuovo genere che stava nascendo”.
La fiction, infatti, ne ha fatta di strada da quegli anni. Sia Bevilacqua che Agostino Marotti, esperto della narrazione televisiva, hanno spiegato come è cambiata nel tempo e come ha influito molto sulla cultura italiana in generale. Le serie televisive, infatti, si basano spesso su stereotipi fissi che danno un'immagine della nazione e seguono un filo logico narrativo con una sorta di “morale” carica di valori e di sentimenti più o meno profondi. Tra gli ospiti c'era anche Marco Iannone, uno degli attori della fiction “Carabinieri”, una delle serie tv italiane che ha avuto maggior successo in tutta la penisola. “Mi sono divertito e ho imparato molto da quell'esperienza – commenta Iannone -. Sono entrato talmente nel ruolo che qualche carabiniere vero se mi incontra per strada mi chiama anche collega”. Il dibattito si è poi concluso con la fiction più cara ai viterbesi: Il maresciallo Rocca. Il video proiettato ha ripercorso la storia della serie soffermandosi, e non poteva essere altrimenti, sulla scena della Macchina di Santa Rosa che fu mandata in onda in una delle puntate.
Il secondo appuntamento della serata era incentrato invece sui giovani e sulle opportunità che Internet dà loro in campo professionale. Univercity, in partnership con l'assessorato alla Gioventù della Provincia di Viterbo ha portato sul palco esempi pratici di giovani e giovanissimi che grazie alle nuove tecnologie sono riusciti a distinguersi in campi particolari come la musica, la moda o l'istruzione. Fabio Lalli ha moderato la prima parte nella quale, tramite la tecnica dell'Ignite, ovvero di rapide presentazioni di cinque minuti supportate da 20 slides, i ragazzi hanno presentato la loro esperienza.
Per fare due esempi Benedetta Bruzziches ha raccontato la sua attività di designer di borse, mentre i Brain Shock la loro esperienza di musicisti a Campovolo ottenuta proprio grazie a Internet. Nella seconda parte Matteo Fini, l'autore del libro “Non è un paese per bamboccioni” ha intervistato ognuno di loro cogliendo e sottolineando le potenzialità di questi giovani accresciute e aiutate dalle opportunità che la Rete ha dato loro.