ANNO 16 n° 274
Fiat: Tesoro Usa esce da Chrysler
Raggiunto accordo tra Lingotto e Tesoro Stati Uniti
03/06/2011 - 13:09

Fiat e il Tesoro americano raggiungono un accordo sul prezzo per esercitare l'opzione di acquisto del 6% ancora nelle mani di Washington da parte del Lingotto in Chrysler: 500 milioni di dollari che valgono lo scioglimento dei legami con gli Stati Uniti. Il Tesoro 'esce dalla compagine azionaria di Chrysler ma questo - afferma l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler - non attenua il senso gratitudine che proviamo verso l'amministrazione Obama per aver creduto, due anni fa, nella partnership con Fiat'. Con l'esercizio dell'opzione del 6% Fiat sale al 52% Di Chrysler. 'l'operazione di oggi non permette solo alla Fiat di rafforzare la propria posizione in Chrysler, ma accelera anche il nostro progetto di integrazione - mette in evidenza Marchionne - mirato a creare un costruttore globale, efficiente e competitivo'. 'Con l'uscita dall'investimento in Chrysler è chiaro che la decisione del presidente Barack Obama di sostenere la società era giusta' osserva il segretario al tesoro americano, Timothy Geithner, precisando che quella di Chrysler è stata una delle 'svolte più difficili', la casa automobilistica sta ora 'creando posti di lavoro ed effettuando investimenti'. Obama visiterà nelle prossime ore l'impianto Chrysler di Toledo, in quella Che è la sua tersa visita in uno stabilimento Chrysler da quando è stata salvata. Soddisfatto dell'operazione anche il presidente di Fiat, John Elkann. In base all'accordo raggiunto 'il Dipartimento del Tesoro ha accettato di cedere a Fiat, per un corrispettivo di 75 milioni di dollari, tutti i diritti che gli spettano in forza dell'Equity Recapture Agreement concluso tra il Dipartimento del Tesoro e VEBA il 10 giugno 2009. L'Equity Recapture Agreement attribuisce a chi sia titolare dei diritti in esso previsti ('holder') i benefici economici legati alla partecipazione in Chrysler di VEBA che eccedano una certa soglia (pari a 4,25 miliardi di dollari USA oltre ad un intesse annuo del 9 per cento decorrente dal 1 gennaio 2010)' - precisa una nota - 'entrambe le operazioni saranno completate dopo l'ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti'.

(Ansa)






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