ANNO 16 n° 276
Fiat-Chrysler, Marchionne a Detroit «Decisione sulla sede a fine gennaio»
14/01/2014 - 09:34

Nessun aumento di capitale, la quotazione in Borsa del nuovo gruppo che nascerà dall’unione di Fiat e Chrysler «tecnicamente possibile» entro la fine dell’anno, le decisioni sulla sede («sarà dove è più facile accedere ai capitali») che saranno affrontate a fine gennaio nel prossimo consiglio d’amministrazione. Il suo mandato: almeno altri tre anni. Sergio Marchionne è a Detroit insieme al presidente John Elkann per l’apertura del North American Auto Show. Il suo intervento è fra i più attesi dopo l’annuncio del primo gennaio dell’accordo con Veba per l’acquisto di Chrysler.

 

IL COLLOCAMENTO E LA SEDE- Nell’agenda dell’amministratore delegato c’è il collocamento in Borsa della nuova società («avrà un nome nuovo che conterrà sia Fiat sia Chrysler») che prenderà corpo dall’unione fra Torino e Detroit. E in molti indicano Wall Street come sede principale, con un secondo listino a Milano sulla base del modello d’integrazione fra Fiat Industrial e Cnh. Un progetto tecnicamente «possibile entro l’anno, ma non nel primo semestre». Poi Marchionne torna a parlare del quartier generale: «È una scelta irrilevante, siamo un gruppo globale con interessi e sedi ovunque. Il concetto di quartier generale appartiene a un vecchio mondo che non esiste più».

 

LA SUCCESSIONE - Della successione del top manager italo-americano, in carica da 10 anni, si è parlato tanto in questi giorni. Per il presidente Elkann «Marchionne resterà almeno tre anni». Cioè, per tutta la durata del nuovo piano industriale che sarà presentato ai primi di maggio. A sostituire l’attuale amministratore delegato potrebbe essere un interno come ammette lo stesso Marchionne: «L’importante è che parli inglese, non mi interessa se sarà italiano».

 

TECNOLOGIA FERRARI PER ALFA- Scettico sulle possibilità del mercato europeo -«Quest’anno non sarà di vera ripresa»- Marchionne punta sull’Alfa Romeo per rilanciare le fabbriche italiane e per competere nel settore alto di gamma. Come? Partendo dal «know how » Ferrari per i motori. «Sarebbe da imbecilli non farlo». Come già accade per le Maserati Quattroporte e Ghibli spinte da propulsori a benzina progettati e costruiti a Maranello. Tutti i nuovi modelli Alfa «saranno prodotti in Italia, almeno fino a quando ci sarò io» ha spiegato ai giornalisti .Aggiungendo che l’Alfa dovrà tornare ad avere un suo dna. In poche parole: basta alle contaminazioni con la Fiat.

corriere.it






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